In casa Martina, dopo nove domeniche di digiuno, si ritorna a parlare di vittoria. Della situazione attuale e del futuro, passando attraverso il bilancio dell’ultima sessione di mercato, parla Adriano Favia, il vicepresidente del sodalizio biancazzurro, che parte proprio dall’analisi del successo di Aversa: «I meriti di questo risultato – ha spiegato – se li dividono equamente il tecnico e i giocatori. Il tecnico è stato bravo nel lavorare principalmente a livello mentale; stando con il gruppo ho potuto verificare l’approccio che ha avuto come ho visto la carica che ha trasmesso, ma anche l’ordine che ha messo in campo. La squadra, dal canto suo, si è responsabilizzata e ha risposto a quello che avevamo più volte chiesto sia prima che dopo il cambio dell’allenatore».
Guardando la situazione pregressa, il fatto di aver vinto in inferiorità numerica da maggiore spessore al lavoro svolto prima della sfida in Campania.
«Abbiamo colto il segnale in maniera molto positiva. Ci auguriamo di ave scacciato definitivamente la crisi che ci ha attanagliato per oltre due mesi. Ma il dato è significativo anche per un altro aspetto, poiché la squadra, quando vuole, anche in dieci riesce ad ottenere un risultato positivo su un campo caldo con un avversario assetato di punti per la salvezza. È stata una vittoria sofferta ma molto bella ed ha portato una ventata di serenità all’interno dello spogliatoio oltre che nel gruppo dirigente».
Facendo un passo indietro, alla vigilia dell’ultima partita si sono vissute le ultime ore della sessione invernale dedicata al mercato. Il Martina ha ingaggiato cinque nuovi elementi, cedendone solo uno, ma non è arrivato il colpo tanto atteso, quello relativo all’attaccante.
«Noi avevamo concentrato tutte le nostre forze sul ritorno di Picci, cosa che non è andata a buon fine e ci siamo ritrovati l’ultimo giorno col dilemma di prendere qualche altro elemento che poteva tornarci utile. Alla fine abbiamo deciso di non rischiare troppi soldi per giocatori che non avevamo visionato e abbiamo sterzato verso quella che potremmo definire una linea verde. Quello di Tundo è un ritorno importantissimo per noi e lo abbiamo visto in campo sabato quello che ci può dare. Oltre a questa operazione però avevamo da fare alcune operazioni “forzate” come quella relativa al portiere o con l’Aprilia per avere il terzino. Senza dimenticare Casciani, vero e proprio investimento per il futuro. Ed ora abbiamo in prova questo giovane attaccante, Kabangu, che se dovesse far bene potrebbe essere per noi una ulteriore scommessa importante».
Chiuso il mercato di riparazione e con la squadra tornata al successo, è possibile riprendere un discorso lasciato un po’ in sospeso a novembre, guardando nuovamente ai programmi di inizio stagione?
«Al momento non mi va ancora di parlare di queste cose, o addirittura di play-off. Io sono sempre stato con i piedi per terra, anche nel corso della passata stagione. Ora siamo consapevoli delle difficoltà di un campionato professionistico, dove bisogna volare bassi per non rischiare di farsi male. Non vogliamo deludere le aspettative di quanti ci seguono ma il nostro primo obiettivo deve essere il raggiungimento della quota salvezza. Certo, dopo non ci fermeremo; ma non dobbiamo pensare nemmeno che con una vittoria abbiamo risolto tutti i nostri problemi. I play-off restano alla nostra portata, ma dobbiamo stare bene attenti perché un passo falso alla ripresa, con il Chieti, ci farebbe ripiombare in basso».
Parole, queste, che dice con il sorriso sulle labbra. È vero, dunque, che la vittoria ha portato nuovo entusiasmo.
«Questo per me è il secondo anno. La società, già prima del mio arrivo, aveva fatto tanto bene. Diciamo che, sia io, sia il presidente Muschio Schiavone, non siamo persone che si accontentano. È normale, quindi, che se dovessero arrivare gli spareggi ce la giocheremo sino in fondo, così come è normale che aspiriamo ad andare in vacanza il più tardi possibile».

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