Lo apprendiamo, come al solito, dal Corriere del Mezzogiorno: le pentole al cobalto 60 sono state tutte rintracciate e riportate indietro, presso i depositi della ditta importatrice della provincia di Taranto, la cui posizione, a differenza di come sembrava dovesse essere, non è stata archiviata dal pm Festa. Scrive il giornalista del Corriere: “Il pm Lelio Festa vuole capire se il nullaosta sanitario ricevuto dalle autorità di controllo del porto, che ha permesso al commerciante di sdoganare la merce, obbligasse comunque l’importatore a fare le analisi. Asl e prefettura dovranno capire se smaltire gli utensili o se rimandarli in India“.
La faccenda, quindi, non pare arrivare ad una conclusione immediata. Nel frattempo sono stati recuperati quasi tutti i colli radioattivi spediti, tranne che per quelli inviati a Malta e in Montenegro.

Lascia un commento