Sinistra Ecologia e Libertà di Martina Franca: Ilva, referendum e occupazione

pino-fedele-giuseppe-cervellera-congressoRiceviamo e pubblichiamo comunicato stampa dal coordinatore cittadino di Sel Martina Franca, Pino Fedele:

Sinistra Ecologia e Libertà di Martina Franca, attraverso questa comunicazione, intende esprimere il proprio orientamento rispetto alle ultime vicende dello stabilimento siderurgico ILVA e sul referendum che prevede la chiusura del medesimo stabilimento e che vede chiamati al voto i cittadini di Taranto il prossimo 14 aprile.

Allo stato attuale delle cose, rileviamo che questo appuntamento referendario, si inserisce in vigenza di un decreto-legge (salva ilva) che ha già dettato modi e tempi sulle politiche di risanamento dello stabilimento.
I risultati inoltre, potrebbero essere addirittura soggetti a strumentalizzazione da parte di chi vorrebbe perseverare nell’inosservanza delle giuste rivendicazioni di chi oggi chiede a gran voce la tutela ed il rispetto di ambiente e salute.
Occorre invece ragionare, in una cornice più ampia e più di prospettiva, sulla possibilità di conciliare il diritto imprescindibile alla salute ed all’ambiente, con il fondamentale diritto al lavoro; Ragionare unitariamente ed individuare le soluzioni che possano rendere sostenibili la coesistenza di queste due esigenze.

I mezzi per il raggiungimento di questi obiettivi sono chiari e definiti e devono essere utilizzati indistintamente. Definire i criteri per le valutazioni dei danni sanitari, chiarire quale rilevanza strategica per la siderurgia nazionale ricopre oggi e ricoprirà in futuro l’ILVA, sono stati i punti al centro di un’interrogazione parlamentare proposta da alcuni deputati di SEL e sono, di fatto, metronomo della rinascita della questione ambientale ed occupazionale di tutto il territorio jonico.
Sono centinaia i cittadini Martinesi che quotidianamente raggiungono Taranto perché impiegati presso lo stabilimento siderurgico; Sarebbe una tragedia la perdita del loro posto di lavoro, che li vedrebbe amaramente legati ai già troppi lavoratori del tessile e delle manifatture Martinesi che in questi anni hanno perso la loro occupazione.

Martina e tutto il sistema economico e sociale della città, non può permettersi questa ulteriore catastrofe.

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