MARTINA FRANCA – La pianta simbolo della Puglia divide i consiglieri regionali Donato Pentassuglia e Franco Laddomada. Il primo presenta, come primo firmatario, una proposta di modifica alla legge 14 del 2007 che permetterebbe, per tutelare anche gli interessi di chi ha visto i propri progetti edilizi essere approvati, di poterli realizzare, mentre il secondo, consigliere per la Puglia Per Vendola, è l’unico consigliere regionale a non aver votato la legge.
La proposta di legge, approvata dal Consiglio Regionale il 3 aprile scorso, ha destato non poche preoccupazioni per quanti, appena sei anni fa, avevano salutato con piacere la legge che tutelava gli ulivi secolari “anche isolati”, come dice l’articolo 1. In sostanza gli ulivi secolari, secondo la Regione, nel 2007, sono da considerarsi una risorsa preziosa non in sè, ma in quanto relazionati al paesaggio.
La modifica fa riferimento al comma 1 dell’articolo 11, quello sulle deroghe, che recitava:
[quote align=”center” color=”#999999″]Per gli ulivi e gli uliveti monumentali di cui all’articolo 5 possono essere concesse deroghe ai divieti di cui all’articolo 10 esclusivamente per motivi di pubblica utilità o per opere i cui procedimenti autorizzativi siano stati completati alla data di entrata in vigore della presente legge.[/quote]
La modifica approvata, firmata da Pentassuglia e da Iurlaro (Pdl) recita:
[quote align=”center” color=”#999999″]Per gli ulivi e gli uliveti monumentali di cui all’articolo 5 possono essere concesse deroghe ai divieti di cui all’articolo 10 esclusivamente per motivi di pubblica utilità o per opere i cui procedimenti autorizzativi siano stati completati alla data di entrata in vigore della presente legge, ovvero per piani attuativi di strumenti urbanistici generali, adeguati alla legge regionale 31.5.1980 n. 56 “Tutela ed uso del territorio”, ubicati nelle zone omogenee B, C e con destinazioni miste alla residenza, nonchè per aree di completamento (zona B del D.M. 1444/68) ricadenti nei centri abitati delimitati ai sensi del Codice della Strada, approvati prima dell’entrata in vigore della presente legge. Per tali ultimi interventi non si applicano le previsioni di cui al comma 3 dell’art. 6 della presente legge.[/quote]
Per chiarezza, l’articolo 10, a cui l’11 fa riferimento, dice che gli ulivi inseriti nell’elenco regionale non si possono toccare nemmeno da lontano. La modifica estende la deroga non solo a opere di pubblica utilità, o a progetti già approvati, ma anche ai PUG, estendendo le possibilità di espianto, ma obbligando, con la modifica del comma 4 dell’articolo 11, a reimpiantare gli alberi e, con la modifica dell’articolo 12, di stipulare una polizza fideiussoria. Cioè: si può espiantare di più ma si è obbligati a reimpiantare e se le piante non attecchiscono si deve risarcire la Regione.
Secondo Pentassuglia questa legge ha avuto l’apprezzamento del Touring Club Italiano e questo accade quando “si lavora sul merito e non sulla demagogia“.
Laddomada è di parere contrario. E’ l’unico consigliere ad aver votato contro, nonostante le indicazioni del suo gruppo. Sostiene che questa modifica non va verso la direzione in cui andava la legge 14 del 2007 e cita il parere negativo di Italia Nostra che con una nota del 20 agosto scorso dice che “In Puglia sarà possibile lottizzare anche al posto degli ulivi monumentali“, sostenendo che la proposta di legge va in deroga anche alla legge nazionale 144/1951 e l’Arpa Puglia, il 5 settembre sostiene che la modifica “sia negativa in quanto determina una riduzione del grado di tutela ambientale rispetto alla vigente normativa…“.
Ovviamente questi pareri sono precedenti gli emendamenti sulla fideiussione e sulla localizzazione nelle zona B e C delle deroghe ma la direzione delle riflessioni va verso il senso della legge.
Il primo effetto della legge è che un villaggio turistico che dovrebbe sorgere a Savelletri, che prevederebbe, secondo un articolo de La Gazzetta del Mezzogiorno, l’espianto di oltre 1500 alberi, di età di oltre 1000 anni. Abbiamo chiesto chiarimenti a Donato Pentassuglia che ci ha rassicurato, asserendo che le piante non sono più di 240 gli alberi da toccare.
A prescindere dell’effetto della legge, non possiamo non registrare come questo argomento abbia reso pubblica la frattura tra i due esponenti regionali del centrosinistra martinese.

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