Ambiente: tre impianti di compostaggio a Carovigno, Brindisi e Torre Santa Susanna

Per chi ancora ne fosse all’oscuro, tre nuovi impianti di compostaggio saranno ospitati nella provincia di Brindisi. La decisione è effettiva dallo scorso 18 giugno e riguarda innanzitutto i comuni di Carovigno, al confine con San Michele Salentino, di Brindisi e di Torre Santa Susanna, individuati come siti idonei e disponibili all’insediamento dei dispositivi. La soluzione definitiva porta la firma dell’Oga, Organo di Gestione d’Ambito che coordina l’impiantistica provinciale legata al ciclo dei rifiuti, e ha messo d’accordo tutti. Compresi i sindaci dei Comuni dell’intera provincia brindisina.

L’impianto di compostaggio servirà a trasformare la frazione umida dei rifiuti solidi urbani in terriccio (compost). Nella fattispecie, i tre previsti nel Brindisino avranno capacità di 20 mila tonnellate cadauno. Due saranno da costruire ex novo e uno che andrà ad incrementare la capacità dell’antica installazione già esistente a Brindisi di 12 mila tonnellate.

E l’impatto ambientale? La questione ha destato non poche inquietudini. Di sicuro si tratta di una scelta significativa in un periodo in cui cresce la consapevolezza sulla drammaticità dell’inquinamento nella provincia brindisina. Si parla proprio in queste settimane della serie di guai ambientali nella zona di Micorosa, sito di scorie chimiche più esteso d’Europa, dove per anni sono stati smaltiti rifiuti altamente tossici con il proliferare di leucemie e linfomi. Ed è solo una delle plurime fonti di avvelenamento di aria, terra e acqua.

Tornando ai tre impianti di compostaggio: se un impatto inquinante ci sarà, è impensabile che si limiti solo alla zona dove verrà stabilito il congegno. Anche questo è stato ribadito anche dai partiti d’opposizione carovignese, in cui grosso clamore ha destato la vicenda già nei mesi scorsi.

Il sindaco della città Mimmo Mele ha più volte rassicurato i cittadini sulla garanzia della tutela ambientale e sulla possibilità di impiantare il dispositivo solo nel rispetto di alcune condizioni. Aveva poi definito “di forte impatto per l’ambiente” la capacità di 48 mila tonnellate in un solo impianto, come in un primo momento si pensava di fare nella città di Francavilla Fontana.

Sembra aver messo d’accordo tutti invece la sua proposta di tre impianti, ma più piccoli: tre, e non due, da 20 mila tonnellate.

Nei mesi addietro, ferma contrarietà era stata espressa anche in sede pubblica dal senatore Vittorio Zizza, ex sindaco di Carovigno, così come da altri rappresentanti politici e da movimenti ambientalisti.

La proposta delle 20 mila tonnellate sembra, a questo punto, aver messo d’accordo tutti. La decisione è stata infatti presa all’unanimità, come è stato confermato dal sindaco di Brindisi Mimmo Consales, anche presidente dell’Oga.

Una scelta che, tra preoccupazioni e dissensi, porta in sé  aspetti positivi da considerare, secondo il  sindaco di Ostuni Gianfranco Coppola. Lo stesso neo eletto,  in una recente dichiarazione, fa riferimento al vantaggio per la Città Bianca di non dover percorrere più quasi 200 km per smaltire i propri rifiuti a Manduria e a Modugno. “Un notevole risparmio per le casse del Comune della Città Bianca – commenta – che d’altro canto ha anche preservato le aree di maggior pregio architettonico, naturalistico e ambientale presenti all’interno del territorio comunale”.

 

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