Scalpita Arcidiacono, per entrare in campo, per fare il suo mestiere, per giocare a pallone: «Starei in campo tutto il giorno, non si vede?» Scalpita perché al talento biancazzurro il calcio piace proprio assai e se non avesse fatto il calciatore, avrebbe fatto l’ultras. Bloccato fino a novembre da un DASPO vecchio del 2012, che gli permette solo di entrare negli stadi per giocare, Pietro “Biccio” Arcidiacono, idolo dei tifosi martinesi, non lo nega: appena potrà, andrà a vedersi la partita del suo Catania, squadra del cuore.
Domenica il Martina di Ciullo affronterà il Lamezia Terme, che per anni ha corteggiato il giocatore, siciliano, senza mai arrivare a nulla di concreto. «Il mercato di solito è pieno di parole, ma quando si tratta di fare i fatti, si tirano tutti indietro. Ma ora gioco col Martina e cerco di dare il massimo fino al 30 giugno per questa maglia». Il Lamezia non l’unica. Durante il mercato di riparazione ci sono state diverse squadre a volerlo, anche il Lecce: «Secondo me ho fatto la scelta migliore, a rimanere qua». Le difficoltà maggiori, secondo Arcidiacono, sono state proprio durante il periodo del mercato, a causa delle varie tensioni che si sono create tra notizie vere e inventate di partenze e arrivi: «A me poco mi interessa, comunque. Io gioco a pallone e poi torno a casa».
Poco propenso alle interviste, Arcidiacono è amato dai tifosi e ricambia volentieri, comprendendo cosa significhi stare dall’altra parte della rete di protezione. In campo fa la differenza, in un Martina che soffre ogni partita ma che ogni partita cerca di allontanarsi quanto più possibile dalla retrocessione: «Siamo carichi, da lunedì lavoriamo per la partita di domenica. Non è facile, soprattutto quest’anno che con la LegaPro unica, ci sono giocatori più forti. Il Martina ha tanto cuore e tanta grinta. Siamo un gruppo spettacolare. E’ uno dei gruppi più belli in cui mi sono trovato. Stiamo bene insieme, il gruppo ti far star bene. In campo si nota, siamo affiatati. Ci difendiamo a vicenda. Con i nuovi va benissimo, si sono subito integrati. E poi sono calciatori validi, che non guasta».
Arcidiacono in campo si adatta alla necessità. In tempi di carenze di organico, con gli attaccanti fuori chi per infortunio, chi per squalifica, Biccio è stato messo davanti a fare l’unica punta: «I miei amici mi chiamavano il falso nueve (nove). Preferisco partire da sinistra, ma se il mister mi chiede di fare il centrale difensivo, faccio il centrale difensivo. A Lecce partii da mezza punta, all’inizio non mi sono piaciuto, ma il mister mi fece i complimenti». Abile a saltare l’uomo, Arcidiacono si ritrova spesso a tu per tu con il portiere, ma non sempre riesce a mettere dentro la palla: «Arrivo facilmente in area, ma spesso arrivo da centrocampo, quindi meno lucido. Il gol che non ho segnato e che rimpiango è quello contro il Lecce. Là avrei dovuto segnare, ma lavoriamo anche per questo, forse devo migliorare sotto porta».
«Tutti dicono che la mia partita più bella è stata contro il Foggia, ma mi ricordo quella in casa contro la Paganese. Anche contro il Catanzaro, quando segnai due gol», continua Arcidiacono. Il Martina per necessità è passato in questa stagione dal 4 4 2 molto offensivo di Ciullo ad un più sobrio 4 3 3: «Io sono una punta esterna. Il mio modulo preferito sarebbe il 4 3 3, giocare davanti».
Un ultimo passaggio sui tifosi, ai quali non nega mai né una foto né uno scambio di parole: «Noi da qui alla fine onoreremo la maglia. I nostri tifosi sono da ammirare, ci sostengono sempre».
Domenica prossima contro il Vigor Lamezia mancherà De Lucia, squalificato, e De Risio, infortunato. Magrassi dovrebbe ritornare ad allenarsi da lunedì. I tifosi potranno acquistare i biglietti tramite il circuito Booking Show.
(questo articolo è stato pubblicato sul Nuovo Quotidiano di Puglia il 20 febbraio 2015)

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