Messaggio di S.E.R monsignor Filippo Santoro: Ilva, Aia e Salvaguardia del Creato

Riceviamo e pubblichiamo un messaggio di S.E.R monsignor Filippo Santoro, per la Settima Giornata della Salvaguardia del Creato. Educare alla custodia del creato per sanare le ferite della terra. Aveva sostenuto, lo scorso luglio, che l’unica via percorribile per la questione Ilva fosse quella della concertazione, disse in merito: “La via, stretta, e’ quella della concertazione tra proprieta’, sindacato e governo. Ai Riva dico che questa e’ l’ora dei sacrifici per tutti, ma bisogna riconoscere anche che il caso Ilva e’ frutto di anni di omissioni, che hanno prodotto le ferite del territorio e le gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini che conosciamo e che non potevano essere ignorate dalla magistratura” 

Di seguito il testo della lettera:

Cari Fratelli e Sorelle,
in questa domenica celebriamo la Settima Giornata per la Salvaguardia del creato. Mai come in questo momento la preghiera e la riflessione si rendono urgenti per dare quel nuovo corso tanto invocato per la nostra terra ferita e bisognosa di risorgere.
L’inquinamento delle grande industria, i problemi legati allo smaltimento dei rifiuti e tante altre emergenze ambientali chiedono a ciascuno coscienza e impegno.

Non a caso la Conferenza Episcopale Italiana riconosce al tema della salvaguardia del creato, un ruolo educativo fondamentale nella formazione dei nostri ragazzi. Per questo alla vigilia della ripresa delle attività scolastiche riaffermo con il Papa e con i confratelli vescovi italiani: che  tra “ecologia del cuore ed ecologia del creato” vi è un “nesso inscindibile”, come ricorda Benedetto XVI nell’enciclica “Caritas in veritate”, visto che “l’ambiente naturale non è una materia di cui disporre a piacimento”, e “molti danni allo sviluppo provengono proprio da queste concezioni distorte” che “riducono la natura a un semplice dato di fatto o, all’opposto, la considerano più importante della stessa persona umana”. Occorre perciò “annunciare queste verità con crescente consapevolezza, perché da esse potrà sgorgare un concreto e fedele impegno di guarigione dell’ambiente calpestato”.

Annunciare la verità sull’uomo e sul creato e denunciare le gravi forme di abuso – sottolinea la Cei – si accompagna alla messa in atto di scelte e gesti quali stili di vita intessuti di sobrietà e condivisione, un’informazione corretta e approfondita, l’educazione al gusto del bello, l’impegno nella raccolta differenziata dei rifiuti, contro gli incendi devastatori e nell’apprendistato della custodia del creato, anche come occasioni di nuova occupazione giovanile”. I vescovi concludono con un invito “a tornare a riflettere sul nostro legame con la terra e, in particolare, sul rapporto che le comunità umane intrattengono col territorio in cui sono radicate”: “Le stesse mani dell’uomo, sostenute e guidate dalla forza dello Spirito, potranno così guarire e risanare, in piena riconciliazione, il creato ferito, a noi affidato dalle mani paterne di Dio, guardando con responsabilità educativa alle generazioni future”.

Questa giornata ha per la nostra diocesi un valore inequivocabile legato al caso Ilva, alle sue rapidissime evoluzioni e alle molteplici complicazioni di cui ogni giorno prendiamo atto. Ma il nostro compito è quello di rifondare la fiducia in Dio, la solidarietà e la speranza.

In questi giorni si è insediata la commissione per il rilascio della nuova Aia (autorizzazione integrata ambientale). Preghiamo perché il lavoro dei tecnici e di tutti coloro che sono chiamati a questo importante compito, sia illuminato e condiviso,  teso unicamente al bene di Taranto. Ancora una volta siamo chiamati all’unità, alla partecipazione, al bene comune.
Invito tutte le comunità parrocchiali e tutti i tarantini a pregare con la stessa intenzione nella celebrazione eucaristica di domenica  2 settembre.

Vi benedico di cuore

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