Salvatore Iaconesi è un artista, un ingegnere, un esperto del rapporto tra la comunicazione e la cultura, nel mondo “digitale”, per dargli una definizione per chi ancora considera il web qualcosa di staccato dalla vita reale, è una persona importante. A Salvatore Iaconesi gli hanno diagnosticato un tumore al cervello. Una cosa che solo a scrivere vengono i brividi.
Questa non è una storia martinese, non riguarda i bisbigli di Palazzo Ducale o i parcheggi in doppia fila. Questa storia riguarda tutti noi, ad uno ad uno, e non tanto perchè parla di una malattia ma perchè parla del rapporto tra la malattia e il paziente e tra il paziente e la cura. Salvatore Iaconesi dopo aver ricevuto la diagnosi dai medici, prende un pezzo del suo sito personale e ci crea una sorta di portale in cui mette tutto quanto riguarda la sua malattia. Ma prima di farlo, però, prende la sua cartella clinica digitale, che i medici gli avevano dato affinché la mandasse in giro ad altri specialisti, la hackera (nel senso che libera le informazioni dal formato chiuso in cui erano custodite) e mette tutto, ma proprio tutto, sul sito. Liberare le informazioni era necessario, perchè altrimenti non sarebbe stato possibile condividere e senza condivisione la ricerca non può espandersi. Adesso è tutto sul suo sito.
L’indirizzo del suo sito è questo: http://www.artisopensource.net/cure/
L’obiettivo è coinvolgere quante più persone possibili per trovare la cura alla malattia.
Fateci un video, un’opera d’arte, una mappa, un testo, una poesia, un gioco, oppure provate a capire come risolvere il mio problema di salute.
Artisti, designer, hacker, scienziati, dottori, fotografi, videomaker, musicisti, scrittori.Tutti possono darmi una CURA.
Salvatore Iaconesi libera la sua malattia dagli schemi precostituiti, dai rapporti di proprietà dei formati dei file e delle definizioni difficili, e la mette in rete affinché si trovi una cura, nel senso più ampio del termine. Il cancro ha i diritti riservati, vien quasi voglia di dire, ovvero è una cosa che chi ne soffre lo porta dentro senza poterlo condividere, magari senza volerlo. I diritti riservati di non duplicabilità, di non diffusione. Salvatore Iaconesi invece prende la sua malattia, la chiama per nome e la mette in circolazione e chiede a tutti, ma proprio a tutti, di contribuire a cercare una cura.
Una cura opensource.
Quello che possiamo fare è contribuire a far circolare la storia, linkare il sito ovunque possiamo, mandare i nostri contributi, girare la sua cartella clinica agli amici medici, ma anche agli amici scrittori, agli artisti, ai registi, agli hacker, a chi non fa nulla. La lotta di Salvatore Iaconesi riguarda tutti noi, perchè è un modo totalmente diverso di affrontare un ostacolo, di superare una difficoltà. Il tumore è stato scoperto ed è stato sputtanato, non può più nascondersi, non ha angoli bui dove attendere silenzioso. I contributi che arriveranno sul sito saranno messi a disposizione di chiunque, anche di chi ha lo stesso male.

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