Alcune imprese hanno ricevuto qualche giorno fa una lettera della Soget in cui si chiede, entro sette giorni di produrre una serie di documenti per un aggiornamento del database riguardante la Tarsu. La lettera ha provocato non pochi malumori perché, nonostante siano necessarie, a nessuno piace pagare le tasse. Il nome Soget sulla busta non deve mettere allegria.
Sollecitati da uno dei destinatari, abbiamo verificato con i dipendenti Soget di Martina Franca che ci hanno spiegato che è una sorta di “accertamento soft“, una richiesta di collaborazione da parte della società che gestisce (per ora) i tributi di Martina Franca ai cittadini che comunque, scrive in fondo alla lettera, in caso di mancata risposta procederà comunque all’accertamento.
Della serie: o venite voi o veniamo noi.
I documenti da presentare sono diversi e vanno dai semplici dati del legale rappresentante alle perizie tecniche relative allo stato dei luoghi. Tutto da recuperare in sette giorni, eppure, ci viene il dubbio, dovrebbero essere tutti documenti di cui si è già in possesso.
Rimangono da dire due cose: la prima è che siamo contenti se la Soget accerti la posizione fiscale di imprese e cittadini, perchè potrebbe essere un passo avanti verso la lotta all’evasione, ma che, e questa è la seconda cosa, il motivo per cui la Soget sembra aver scritto questa lettera è l’equità fiscale, che viene intesa non come prendere da ciascuno secondo le proprie disponibilità ma condivisione dei costi del servizio, un po’ come pagare la benzina al postino o il pranzo all’esattore che viene da fuori.
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