Una sconfitta porta sempre con se molte polemiche. A Martina però, queste sono durate abbastanza poco. Con Di Meo, che sin da subito, ha fatto scudo con il suo corpo. «Con le dichiarazioni di domenica ho voluto tutelare la squadra – ha sottolineato l’allenatore di Trani – che sino ad ora, tolta la partita con il Fondi, ha fatto bene e non volevo che finisse nel calderone. Di sicuro la sconfitta ci ha insegnato a mantenere alta la concentrazione e a non abbassare mai la guardia. E questo è un discorso che vale per la squadra ma anche per il sottoscritto».
Undici anni fa il Martina disputò l’ultimo campionato di quarta serie nazionale (allora si chiamava C2) prima di quello attuale naturalmente. In panchina sedeva Roberto Chiancone, in campo correvano Mitri, Prisciandaro, Berti, Carnevale, solo per citarne alcuni. Difendeva la porta Roberto Maurantonio, gioiellino scuola Bari che proprio in Valle d’Itria esplose e che in quella stagione li era uno dei più giovani in gruppo (20 anni). Altri tempi, sicuramente, ma il paragone con quella stagione li che il Martina dominò appare scontato. Tra settembre e ottobre, nelle prime otto partite, quella squadra che poi si sarebbe imposta innanzi a quotati club come Foggia o Catanzaro collezionò 16 punti, frutto di due sconfitte (a Cava dei Tirreni all’esordio e in casa con il Catanzaro), un pareggio (ad Andria) e cinque vittorie (tra cui quelle esterne di Nardò e Tricase). Il confronto, quindi, non fa affatto sfigurare il Martina di oggi che ha raccolto soli due punti in meno. «Il nostro avvio di campionato è stato buonissimo – sempre Di Meo –. Noi siamo una matricola come lo è anche il Pontedera, definita matricola terribile. Ma anche noi siamo tra i primi. Bisognerà riprendere la strada giusta, facendo risultato domenica, pur sapendo che bene che si tratta di una partita importate e difficile visto che affrontiamo una squadra che può vincere il campionato».
Ogni allenatore, ad inizio stagione, fa i suoi calcoli; con il Fondi questa previsione considerava i tre punti all’attivo. Punti che ora bisognerà andare a prendere da qualche altra parte. «Li possiamo recuperare a partire già da domenica – ha precisato il tecnico biancazzurro – perché siamo chiamati a fare risultato. Poi ci sarà la partita in casa con l’Hinterreggio che dobbiamo vincere per forza. Mantenendo il ritmo che avevamo preso all’inizio, facendo quattro punti ogni due partite, possiamo mettere da parte un buon bottino».
Intanto, proprio in vista della sfida in Abruzzo sono stati provati alcuni accorgimenti tecnici che potrebbero essere messi in pratica in partita. «Abbiamo provato la difesa a cinque che mi ha fatto una buona impressione. Nei prossimo giorni mi renderò conto meglio per capire se è attuabile, pensando sempre al fatto che dobbiamo inserire due under più il portiere – ha spiegato Di Meo –. Questo, per ora, ha portato all’innesto di Daleno che giocando con tre centrali può fare la differenza. Ho pensato a qualcosa del genere perché mi ha dato proprio fastidio prendere quattro gol domenica».
Il prossimo avversario è partito per primeggiare. A giusta ragione, visto l’organico, può essere annoverata tra le squadre che possono puntare al salto di categoria. Era partita benissimo L’aquila, poi la squadra si è un po’ persa, cosa che ha portato al cambio dell’allenatore. «Dalle notizie in mio possesso, dovendo individuare un punto debole, dico che i due terzini non sono fortissimi – ha concluso l’allenatore barese –. Proprio per questo ho provato Mangiacasale sul centrodestra e Del Core sul centrosinistra che saranno supportati dai due esterni che dovranno spingere più del solito».
Il nuovo disegno per il pacchetto arretrato, già visto qualche settimana fa, è stato rispolverato nei giorni scorsi e ha trovato applicazione nel corso dell’amichevole con il Francavilla Fontana (Promozione Pugliese), vinta per quattro a zero in virtù delle reti messe a segno da Gambino, Del Core e Gambuzza nel primo tempo e da Provenzano nel secondo.

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