MARTINA FRANCA: Il Gruppo Umanesimo della Pietra, in collaborazione con la Confraternita Immacolata dei Nobili e con la Fondazione Caracciolo de Sangro, ha promosso e organizzato per sabato 15 dicembre 201, questa sera, la decima edizione della Giornata dei Caracciolo Memorial Maruska Monticelli Obizzi.
Si tratta di una manifestazione, proposta annualmente in dicembre, dalla duplice valenza: onorare la memoria di Maria Beatrice Monticelli Obizzi, nota ai martinesi come donna Maruska; promuovere una giornata di studio, inerente alle più recenti ricerche sulla famiglia dei Caracciolo, duchi di Martina dal 1507 fino all’eversione della feudalità (1806).
Alle ore 18.00 nell’Oratorio della Confraternita Immacolata dei Nobili (Vico Plebiscito 1) padre Domenico Suriano, rettore della Comunità Somasca di Martina Franca, celebrerà una solenne messa esequiale nell’undicesimo anniversario della scomparsa di donna Maruska, quale tributo alla memoria di una persona di vasta cultura e di profondo sentire, che nel corso della propria esistenza ha più volte manifestato tangibilmente sincera ammirazione nei confronti di Martina Franca, delle sue istituzioni e delle sue associazioni socio-culturali. Maria Beatrice Monticelli Obizzi, nata a Milano il 22 gennaio 1924, è spirata in una clinica di Roma, stroncata da un terribile male, il 14 dicembre 2001. Figlia del marchese Giannantonio Monticelli Obizzi e di donna Isabella de Sangro, donna Maruska era nipote ex sorore dell’ultimo duca di Martina, Riccardo de Sangro (1889-1978), al quale era particolarmente legata, tanto da assisterlo con amore filiale negli ultimi anni della sua vita e di eseguirne le volontà testamentarie e no. Donna Maruska, infatti, con estrema decisione e con notevoli sacrifici personali seppe imporre agli altri coeredi del duca Riccardo il rispetto delle volontà dello zio defunto, il quale aveva più volte manifestato l’intenzione di donare al Comune di Martina Franca tutte le carte delle famiglie Caracciolo e de Sangro da due secoli conservate nel grande palazzo di Casa Isabella a San Basilio, frazione di Mottola. Quest’enorme giacimento culturale, dichiarato dalla Soprintendenza Archivistica per la Puglia di notevole interesse nazionale, oggi informatizzato e messo in rete, è stato arricchito da donna Maruska nel 1997 con il versamento degli ultimi documenti riguardanti la più recente gestione del vasto latifondo di San Basilio, proprietà burgensatica dei duchi di Martina. Il 12 gennaio 2002 l’Archivio Caracciolo de Sangro, custodito nella Biblioteca Comunale, è stato dedicato ufficialmente alla memoria del duca Riccardo de Sangro e di Maruska Monticelli Obizzi, come si coglie dalle targhe commemorative apposte in quell’occasione dal commissario prefettizio Carlo Sessa.
Alle ore 19.00 nel salone di rappresentanza dell’Associazione Artigiana di Mutuo Soccorso, quindi, Domenico Blasi, coordinatore delle attività del Gruppo Umanesimo della Pietra, modererà la Giornata di Studi sui Caracciolo di Martina. Agli indirizzi di saluto di Antonio Padovano, priore della Confraternita Immacolata dei Nobili, e di Giovanni Simeone, presidente della Fondazione Caracciolo de Sangro, seguirà la relazione dello psichiatra Antonio Semerari, autore del romanzo storico L’amante degli ultimi fuochi, Milano, 2011. Il relatore parlerà sul tema Francesco II Caracciolo: il nobile avversario dei martinesi, protagonista del romanzo. Il nono duca di Martina, primogenito maschio di Petracone V Caracciolo e di Aurelia Imperiali, nacque a Martina il 22 maggio 1674 e morì a Napoli il 25 ottobre 1752. Alla morte del padre, occorsa il 6 gennaio 1704, fu insignito dei titoli nobiliari di famiglia, ereditando una colossale fortuna, consistente in denaro contante e in immobili nei feudi di Martina, di Mottola, di Locorotondo, di Buccino e di Castelluccio Cosentino, nonché in uno sterminato parco animali. Un profondo sentimento religioso e la grande devozione per san Martino non gli impedirono d’imbastire nel 1704 un processo per magia nei confronti di due ambigui confidenti del vecchio Petracone V; ebbe numerose amanti, una delle quali alloggiata a Palazzo Ducale, e legittimò due figli naturali. Mecenate munifico di prestigiosi argenti liturgici, protettore di artisti e di talenti locali, governatore assennato del Conservatorio delle zitelle orfane istituito dalla pia genitrice, sovvenne finanziariamente i meno abbienti e ne difese i diritti, conculcati dal ceto egemone agrario-professionale. Questa sua decisa presa di posizione, malgrado fosse un anacronistico paladino dell’assolutismo feudale, gli valse un lungo contenzioso giudiziario nei tribunali di Napoli contro la galantomia martinese, che lo accusò di mille nefandezze e di costanti abusi per sottrargli la gestione dell’Università. Per questo motivo alcuni storiografi locali dipingono surrettiziamente a fosche tinte Francesco II Caracciolo, evidenziandone solo il carattere dispotico e prevaricatore.
Alla celebrazione eucaristica e alla giornata di studio, com’è ormai consuetudine, parteciperanno alcuni iscritti alla Pia Unione della Famiglia Caracciolo, sodalizio presieduto dall’ingegner Agostino Caracciolo di Torchiarolo. Il logo della rassegna (allegato in calce) è uno stemma dei Caracciolo di Martina, raffigurato su una pergamena del 1526. Al relatore sarà offerto un medaglione in bronzo con smalti colorati, raffigurante il mascherone apotropaico del Gruppo Umanesimo della Pietra e lo stemma dei Caracciolo Pisquizi, realizzato nella fonderia di Giuseppe Bellucci.

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