
Stamattina a Brindisi sono esplose due bombe, due ordigni collegati a bombole di gas, posizionati uno in un cassonetto della raccolta differenziata, l’altro dietro ad un tabellone pubblicitario. Sono esplosi a pochi minuti l’uno dall’altro e hanno causato, finora, sette feriti e una vittima, una studentessa di 16 anni.
Oggi a Brindisi era previsto l’arrivo della carovana della legalità: oggi ricorre l’attentato di Capaci a Giovanni Falcone e la scuola davanti alla quale è esplosa la bomba è proprio intitolata al giudice ucciso dalla mafia.
[qui la notizia di Repubblica]
[qui la diretta del Quotidiano]
[qui la diretta di Brindisireport.it]
Immediatamente l’attentato viene ricondotto ad una matrice mafiosa, considerando, secondo quanto riportano le altre testate, che le intimidazioni in città stanno crescendo. Ma non possiamo non dire che se questo fosse vero, vorrebbe dire che la criminalità organizzata, colpendo i ragazzi, ha oltrepassato un segno. Non possiamo non condannare il gesto, in maniera forte, ferma e come testata giornalistica non possiamo non offrire tutto il nostro supporto e tutto il nostro sostegno alle vittime e alle loro famiglie, perchè è tutta la comunità ad essere stata colpita, tutto il territorio.
Non esiste giustificazione, non esiste onore, non esiste motivazione per un gesto del genere, che oltrepassa ogni tipo di motivazione logica, ogni tipo di ragionamento, ogni tipo di strategia. Colpire gli studenti, i ragazzi a scuola, significa aver perso ogni tipo di dignità e può essere paragonato solo ai macellai di Auschwitz.

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