Il Gruppo Speleologico Martinese nella Grave di Don Donato presso la Masseria Aprile

 

Questa mattina alcuni componenti del Gruppo Speleologico Martinese si sono recati a Locorotondo per esplorare la Grave di Don Donato presso la Masseria Aprile.

“La grave è stata esplorata per la prima volta dal locorotondese Pino Palmisano e da Giorgio Braschi – ha dichiarato Giovanni Aquaro membro del GSM – quando il 19 novembre del 1969 con il Gruppo Speleologico Pugliese “A. Orofino” decisero di calcarsi all’interno e di rilevarla topograficamente”.

Alla cavità ipogea di Don Donato si accede dopo un breve scivolo che precede un pozzo profondo 17 metri che scende su una china detritica che sfocia in un’altra caverna fusiforme altamente concrezionata.  Successivamente si accede a un pozzo di 20 metri dove il suolo si rivela invaso prevalentemente da massi di crollo e da una quantità ingente  di pietrame. La grave infine, chiude a -41metri.

“Questa mattina – ha continuato lo speleologo – armati di macchina fotografica corde, imbraghi e casco abbiamo deciso di esplorare questa grotta per rilevarla fotograficamente. L’idea è quella di fotografare gli ambienti ipogei per la pubblicazione di un libro dedicato alle grotte di Martina Franca e a quelle più importanti dei paesi limitrofi in occasione dei 40 anni del nostro gruppo e di  Spelaion 15”.

Infatti, dal quattro all’otto  dicembre presso il centro servizi di Martina Franca in piazza d’Angiò si terrà il raduno regionale di speleologia Spelaion 2015  dove il gruppo festeggerà insieme agli oltre 500 speleologi da tutta la Puglia i suoi primi 40 anni di attività e di esplorazioni. Molti saranno anche i gruppi provenienti al di fuori della regione che presenteranno vari lavori come per esempio l’ultima esplorazione di questa estate in Albania alla Sphella Schutress che ha visto protagonista anche il gruppo martinese.

“Con Spelaion 2015 – ha commentato Aquaro-  cercheremo di  focalizzare l’attenzione sulla annosa problematica della salvaguardia del territorio, da lungo tempo ormai scenario incontrastato di dissesto idrogeologico. Inoltre, cercheremo di sensibilizzazione i cittadini della Valle d’Itria sulle questioni  attinenti le aree carsiche  che rappresentano un patrimonio da tutelare e valorizzare, per salvaguardare le risorse idriche in Puglia come nel resto dell’Italia, in quanto le aree carsiche da sempre rappresentano i serbatoi naturali di accumulo delle acque e la loro conoscenza può dare un contributo importante alla localizzazione delle risorse idriche ed alla loro tutela dall’inquinamento”.

Sono previsti durante la cinque giorni speleologica anche tre seminari  uno sulla “Prevenzione e Protezione Civile”, uno sullo “Studio del carsismo e idrogeologia superficiale e sotterranea” e l’ultimo sulle “Tecniche di Rilevamento topografico delle cavità”. Ci sarà anche una mostra fotografica dal titolo emblematico “Come eravamo” che sarà allestita con materiale fotografico proveniente dai gruppi speleologici della Puglia. Inoltre saranno organizzati dei laboratori  e delle visite guidante nelle grotte per gli alunni delle scuole della città e delle esplorazioni di grotte per gli speleologi esperti.

“Colgo l’occasione -ha concluso lo speleologo martinese- per ringraziare i proprietari della masseria Aprile per averci dato la possibilità di scendere in grotta quest’oggi e invito tutti i cittadini della Valle d’Itria al raduno speleologico di dicembre e a prenotarsi per la prossima visita guidata del 22 novembre alla grotta del Cuoco, per saperne di più basta telefonare al 3396815306 o venirci a trovare ogni martedì e giovedì sera presso la nostra sede  in Via Taranto, SS 172 zona G25 ”.

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