Sequestro depuratore e 172. Il Comune si costituirà parte civile nel processo

Il sindaco di Martina Franca ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nell’eventuale processo a carico dei responsabili del mancato funzionamento del depuratore di Martina, con tutti i problemi che poi ne sono scaturiti. In ultimo, il sequestro senza facoltà d’uso di duecento metri di strada statale 172, tra Martina e Locorotondo, che di fatto ha tagliato la comunicazione da e per Locorotondo e quindi verso l’Adriatico. “La stampa l’ha saputo prima di noi. Abbiamo avuto la notifica di sequestro solo ieri alle 13.15” commenta in conferenza stampa Franco Ancona, spiegando che comunque il Comune sta facendo di tutto per velocizzare la soluzione, sollecitando il Prefetto ad un incontro, a cui partecipi anche il pm Marazia, e quindi chiedendo a Emiliano, custode giudiziario dell’inghiottitoio, una riunione la prossima settimana. Palazzo Ducale sembra quindi muoversi in questa direzione e durante la conferenza non è mancata l’occasione per ricordare che da tempo si chiede un’accelerata per la risoluzione dei problemi legati al depuratore. “A luglio 2015 sia Soprintendenza di Bari che Arpa hanno chiesto di assoggettare a VIA il progetto del nuovo depuratore“, ma finora non è stato fatto nulla, tanto che il Comune sembra aver sollecitato tramite lettera: “le ultime due il 20 gennaio e il 5 febbraio scorso“. Quindi un appello alla città, perchè sia coesa perchè si risolva presto il disagio e che non si sovrapponga alla risoluzione nessun tipo di problema. Ci sembra di capire, cioè, che è tempo che ogni dubbio venga messo da parte, ma in nome della velocità ci auguriamo che ci venga nuovamente proposto il progetto di trincee drenanti et similia.

L’Amministrazione, seduta intorno ad un tavolo, a cui erano presenti gli assessori Lasorsa, Scialpi e Palmisano, con il faldone delle carte messe a disposizione per chi ha voglia di capirne di più della vicenda, e i consiglieri Convertini, Lafornara e Ancona, che ieri hanno annunciato di voler convocare un monotematico sulla vicenda, invitando tutti gli attori. Ma i tempi tecnici ci fanno sospettare che ci vorrà almeno un mese.

Ma il depuratore non è l’unico responsabile dell’inquinamento. A Cupa arrivano anche gli scarichi di allacci abusivi: “Ho chiesto ad AQP di fare un’indagine e segnalarci gli abusivi, ma non è stato fatto nulla” dice il sindaco, “Per il momento l’Acquedotto non vorrebbe che ci siano nuovi allacci, ma chi ristruttura nel centro storico come deve fare? Come Comune ci stiamo opponendo con veemenza a questa scelta“. A Martina in realtà c’è anche il problema delle acque piovane, che arrivano al depuratore invece di essere trattare in modo diverso, aumentando quindi il peso in termini di abitanti equivalenti. Un problema dovuto alla costruzione scriteriata e all’aggressione edilizia che si è avuta negli ultimi trent’anni.

Infine, e non per ultimo, il problema ambientale, l’inquinamento. Se al Comune il depuratore è in carico ai “lavori pubblici” come ci tiene a precisare il Sindaco, “le analisi di Arpa, fatte mensilmente, vengono inviate alla Provincia, assente a tutti i tavoli e agli incontri“. Se le falde sono inquinate, però, il problema riguarda tutto il territorio, e non solo Martina Franca.

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