L’esperienza di Marrakech si è conclusa con un buon settimo tempo per Antonio Giovinazzi che, come lui stesso ha dichiarato, poteva fare meglio se solo avesse avuto un po’ più di tempo a suo favore. Il terzo pilota Ferrari ha preso le misure al circus elettrico, ma il suo obiettivo resta un posto nella massima serie.
Il giovane pilota martinese è sceso in pista al volante di una DSV-03 del team DS Virgin, percorrendo 51 giri sul circuito Moulay El Hassan di Marrakech, uno in meno del compagno di box Joel Eriksson. Dopo sei ore di test, a dividere in classifica i due rookie del team anglo francese sono solo 95 millesimi.
“Mi sono divertito”, ha dichiarato Giovinazzi a fine giornata. “La macchina è molto diversa da tutte quelle che ho guidato, c’è meno carico e più attenzione sulla fase di frenata”.
Se far fronte a questo cambiamento è stata “la cosa più difficile”, come spiegato alla Gazzetta dello Sport, il tempo finale i 1’20”876 (a 1”225 dal nuovo record della pista siglato da Nicol Muller con Audi), è stato più in generale frutto della mancanza di automatismi alla guida di una monoposto elettrica: “Sono convinto che con un giorno in più avrei potuto fare ben meglio”.
“È stata una scelta mia venire a provare, la Ferrari non c’entra – tiene a precisare Giovinazzi. Per capire come funziona, per farmi un’idea e perché guidare è sempre la cosa migliore. Ma non c’è una prospettiva qui, non immediata quantomeno: la priorità resta la Formula 1”.

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