Ha generato preoccupazione e scalpore il caso della donna partoriente di Manuria costretta a girare 3 ospedali prima di poter partorire prematuramente, la donna era all’ottavo mese di gravidanza. Nessuna conseguenza, per fortuna, per la donna e il bambino che, in ogni caso, hanno vissuto momenti difficili.
Il calvario è durato tutta la notte di sabato. La donna, presentatasi al pronto soccorso dell’ospedale di Manduria a causa della rottura delle acque, si è trovata di fronte alla chiusura, avvenuta il giorno prima, e al trasferimento del reparto di ostetrica dal Giannuzzi di Manduria al San Marco di Grottaglie, unico punto nascita previsto dal riordino ospedaliero nel versante orientale della provincia jonica. La donna è stata portata d’urgenza a Grottaglie dove, dopo i necessari controlli, è stata trasportata, nuovamente in ambulanza, al Perrino di Brindisi per un imminente parto prematuro. Il più vicino centro di Taranto, il Santissima Annunziata, non aveva posti disponibili.
Per fortuna non ci sono state conseguenze, ma le reazioni, soprattutto dal mondo politico, non si sono fatte attendere.
Umberto Lanzo, consigliere regionale di Io Sud, ha presentato un esposto alla Procura contro la dismissione del reparto nascite di Manduria e un ricorso al Tar contro la delibera di giunta regionale. Ha dichiarato di voler denunciare il presidente Nichi Vendola nel caso in cui dovesse “scapparci il morto a causa di questo piano ospedaliero scriteriato“.
Ma non è il solo, anche Gianfranco Chiarelli ha voluto dire la sua in merito: “si rivedano scelte scellerate – dice Chiarelli che continua – aumenta la preoccupazione per la chiusura dell”UTIC (Unità Terapia Intensiva Coronarica) di Martina Franca”
Di seguito le dichiarazioni del consigliere regionale Chiarelli:
“L’incredibile odissea della donna di Manduria che ha dovuto rivolgersi a 4 ospedali prima di poter dare alla luce il figlio, è la riprova, laddove vi fossero ancora dubbi, di come nell’operare i tagli di posti letto e reparti,il governo Vendola, ancora una volta, abbia espresso tutta la propria incapacità nella gestione della politica sanitaria. Da questa incresciosa vicenda appare in tutta evidenza come, nel piano di riordino ospedaliero, non si sia tenuto conto della realtà territoriale, delle distanze dai punti nascita, delle difficoltà dei collegamenti stradali, tutte osservazioni che sono state puntualmente esposte da più parti e totalmente ignorate dalla amministrazione regionale; questo episodio, che purtroppo rischia di non essere l’unico né l’ultimo, induca Vendola a rivedere, pur a saldi invariati, la mappatura dei punti nascita, in un più ampio quadro di revisione del piano di riordino ospedaliero. Quanto accaduto – conclude Chiarelli – aumenta ulteriormente le mie preoccupazioni, che rispecchiano quelle di tutti i cittadini, per la chiusura del reparto UTIC (Unità Terapia Intensiva Coronarica) di Martina Franca, su cui intendo avviare una forte iniziativa per ottenerne il ripristino“.

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