Pug. La nuova zona industriale tra i boschi? Non convince la proposta di Ancona e Lacorte

Il nuovo insediamento industriale di Martina Franca, previsto dal Pug di Ancona e Lacorte, è stato previsto nella contrada di Gorgofreddo, un chilometro oltre Cicerone, in via Mottola. Il nuovo documento urbanistico, presentato ieri in occasione di un incontro di partecipazione presso il liceo Majorana di Martina Franca, davanti a una scarsa platea di rappresentanti delle imprese, indicava proprio lì la nuova zona industriale.

A pochi metri, però, sorte la Masseria Galeone, sede dell’allevamento dei cavalli murgesi dei Reparto Carabinieri Biodiversità. Uno straordinario esempio di bellezza architettonica e ambientale. Da questa riserva partono i cavalli dei corazzieri. È stato proprio il comandante, il maggiore Giovanni Notarnicola, dopo aver ascoltato pazientemente l’esposizione di Lacorte, a spiegare come in altri territori sia stato previsto un “buffer” tra l’area industriale e una riserva come quella di Galeone.

Scelta sbagliata anche per l’ingegnere Gianni Grassi, in rappresentanza di WWF, Gruppo Speleologico e Osservatorio sulla questione urbanistica, che nel suo intervento ha fatto notare come proprio quella sia una zona ricca di biodiversità e di fatto vergine, sottolineando inoltre come nei rilievi fatti dall’Ufficio di Piano manchi la mappa dei tratturi.

Uno stop secco, quindi, alla proposta di Ancona e Lacorte. La scelta di quell’area, ha spiegato Lacorte nel suo intervento, è stata determinata dalla vicinanza con la vecchia zona industriale e perché l’impatto ambientale sarebbe basso, rispetto a zone dove si sarebbe potuto investire a zero impatto, ma “sperdute nei boschi”. La lottizzazione dei 62 ettari avverrà attraverso lo strumento del PIP: il Comune avrebbe espropriato le aree, realizzato le opere necessarie e messo a bando i lotti, con una superficie minima di 2000 mq.

Il sindaco Ancona non si è scomposto più di tanto: “Apriamo un dibattito”, ha commentato prima di andare all’incontro di maggioranza a Palazzo Ducale, “ma troviamo presto una soluzione”.

L’idea di base del nuovo Pug è la flessibilità, come ribadito più volte. Nella zona industriale sarà possibile aprire attività commerciali e direzionali e sarà possibile avviare anche in campagna attività imprenditoriali di vicinato, come piccoli spacci e parrucchieri.

All’incontro erano presenti una quarantina di persone, tra cui tre assessori, tre consiglieri comunali, diversi impiegati comunali in servizio, e i rappresentanti di Confindustria, Ance, CNA, Cgil e Federconsumatori e ben cinque videocamere. Poche persone per un dibattito che deve necessariamente rendere edotta la città sul proprio futuro.

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