Emanuele Urso. È di Martina Franca il primo corno della Scala di Milano.

di Vito Manzari

Tutte le volte che esce la banda in città è una festa. Il Santo è pronto a uscire dalla chiesa e il maestro attento per attaccare con un maestoso “Un, Dué” l’immancabile marcia dall’opera Mosè. Proprio come Mosè sulle rive del mar rosso, il Santo si appresta ad attraversare la folla che si apre al suo passaggio preparandosi per la processione lungo le vie della città. Tutti si sistemano in maniera ordinata quasi come se fossero connessi l’uno con l’altro, Confratelli, portatori, istituzioni religiose, chierici, personaggi politici, banda e infine il popolo. E proprio tra il popolo, piccolino e accompagnato dai suoi genitori, fra l’altro fan sfegatati della banda martinese, c’è Emanuele!

Curioso come tutti i bambini ha sempre avuto l’interesse verso la musica, sicuramente perché in lui scorre Sanghə də Bannəstə, il nonno infatti suonava in banda le percussioni ai tempi in cui il maestro era Pietro Biancofiore.

Proprio in una di queste occasioni la mamma Antonia si decide a chiedere al maestro della banda di prendere il proprio figlioletto a lezioni di musica con l’intento, e il sogno, di farlo uscire in banda. Il maestro Vito Liuzzi naturalmente è ben lieto di avere un altro promettente musicante e fissano un appuntamento per iniziare questa nuova avventura.

Il giorno è arrivato e il piccolo Emanuele ha un sacco di idee, vorrebbe suonare la tromba, forse il rullante o la grancassa come il nonno. I dubbi iniziano ad agitarlo e a stringere ancor più forte la mano della mamma fino ad arrivare a casa del maestro Vito.

Dopo una classica introduzione mista tra doveri e oneri per i genitori ed il futuro alunno si passa alla spiegazione e ai passaggi fondamentali per avviarsi alle lezioni di musica. Prima il solfeggio, il noioso solfeggio ma importante per formare ogni musicante, la teoria, il ritmo ed ancora teoria e solfeggio per le prime settimane. E lo strumento? i dubbi e le incertezze arrivano a livelli massimi ma come un ottimo sarto che riesce a vestire il più indeciso dei clienti, è il maestro a far ritornare la serenità in Emanuele ed a ravvivare la fiamma della curiosità. “Credo che ti piacerà questo strumento!” e nel mentre lo diceva prendeva un cofanetto di CD con i 4 concerti di Mozart per Corno suonati magistralmente da David Jolley e William Purvis.

Fu amore a primo ascolto!

Dopo poco tempo entrò subito in banda con il Flicorno Contralto e in seguito con il Corno. Emanuele era molto portato per quello strumento e soprattutto appassionato di tutto ciò che riguardava la musica in generale e tra una marcia e uno studio sognava di suonare in orchestra, proprio una di quelle che si vedevano in televisione nelle occasioni speciali!

La parte del corno in banda la maggior parte delle volte è solo di accompagnamento e a Emanuele stava un po’ stretta così ogni tanto lo si sentiva suonare la parte dei clarinetti o quella del controcanto dei sax. In banda in quegli anni mancava il flicorno baritono e il maestro decise di affidargli la sua parte, più movimentata e che finalmente ripristinava i colori della marcia con quello stile personale caldo e coinvolgente che solo Emanuele sapeva mettere.

Durante gli anni di banda, non solo quella martinese ma anche altre bande da giro pugliesi che ormai avevano scovato il piccolo talento di Emanuele, si iscrive al Conservatorio Musicale “N. Rota” di Monopoli grazie alla preparazione del maestro Annibale Dambra. Studia e si diploma con il maestro Umberto Musio (fra l’altro compositore di famose marce per banda).

Sono anni di sacrifici e di scoperte che formano professionalmente e culturalmente il giovane Emanuele. Ogni master class, ogni concerto, ogni incontro musicale è un momento per farsi ascoltare e per arricchire le personali conoscenze del mondo del Corno Francese. Proprio in una masterclass organizzata dal maestro Giuseppe Pisconti a Maruggio conoscerà il maestro Luca Benucci e lo seguirà a Cesena per la specializzazione in Corno al Conservatorio “B. Maderna”. Sarà un susseguirsi di primi premi in concorsi nazionali ed internazionali, di attività orchestrali tra le più famose formazioni del mondo, e corsi di perfezionamento con i più grandi maestri di Corno (Dale Clevenger, Sarah Willis, Stefan de Leval Jezierski, Hermann Baumann, Radovan Vlatkovic, David Bonet, Giovanni Hoffer, André Cazalet, Elies Moncholì Cervero, Giuliano Sommerhalder, Johannes Hinterholzer, David Cooper, … solo per citarne alcuni). L’elenco sarebbe immenso da riportare ma basti pensare che ha suonato con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, la BBC Philharmonic Orchestra, alcune tra le più importanti orchestre d’Israele durante il periodo di perfezionamento con la Buchmann – Mehta School of Music di Tel Aviv con il Maestro Yoel Abbadi ed infine con l’Orchestra fondazione lirico sinfonica Teatro Petruzzelli di Bari, in cui ha ricoperto il ruolo stabilmente sino al 2019.

Col passare del tempo la sua presenza nella banda cittadina è stata meno frequente visti i suoi numerosi impegni professionali in giro per il mondo… Mamma Antonia ci aggiornava spesso dei successi dell’ormai Maestro Urso fino al contratto come Primo Corno stabile della Fondazione Maggio Musicale Fiorentino.

All’attività concertistica e di costante aggiornamento ha unito la sua innata predisposizione nell’insegnamento e dal 2018 lo vede segretario Artistico e Tutor  Ottoni per Orchestracademy dell’Apulian Youth Symphony Orchestra.

Il sogno del piccolo Emanuele poteva realizzarsi già da tempo, in una delle orchestre già citate precedentemente ma ogni successo è stato una ripartenza per altri traguardi e se così non fosse stato oggi non saremmo qui a parlare dell’avventura del Primo Corno nell’orchestra del Teatro alla Scala di Milano.

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