
Vince ancora e resta imbattuto il Martina, che riprende il discorso con il proprio pubblico da dove lo aveva interrotto. Altri tre punti, dunque, che consentono ai biancazzurrri (in maglia gialla ieri) di restare agganciati alle zone nobili della graduatoria e guardare al futuro in maniera più che positiva. Eppure la sfida con il Teramo non è cominciata sotto i migliori auspici per Gambuzza e compagni.
La partita a scacchi tra le due squadre, nonostante una migliore presenza in campo ed una maggiore qualità nelle giocate per i padroni di casa (4 corner in un quarto d’ora), regge per diciotto minuti. Si colloca a questo punto il pasticcio difensivo che vede protagonisti Leuci e Filosa, che si ostacolano a conceda favorendo il recupero della sfera ed il tocco in porta di Bellucci per il vantaggio dei suoi. Per i biancazzurri momenti di tensione, stemperata dalla retroguardia con qualche pallone lanciato via in più rispetto al solito. Il gap da colmare, sommato alla massiccia folla di centrocampisti abruzzesi nel cuore del terreno di gioco, non lasciano spazio alle giocate di fino di Del Core, che si muovo in orizzontale ed in verticale alla ricerca di ossigeno. Col tempo però, il tasso tecnico che può vantare la compagine “itriana” viene fuori e, a quel punto, è il Teramo ad andare in affanno.
Al 23’, comunque, sono ancora gli abruzzesi a farsi pericolosi: tiro da fuori area di Foglia e deviazione volante di Leuci in calcio d’angolo. Dopo il tiro dalla bandierina, sulla ripartenza il Martina fulmina la retroguardia ospite, guadagnando anche’essa una battuta dalla lunetta. E proprio da questa palla inattiva, messa in movimento da Marsili, che arriva il pareggio: tocco di testa al centro dell’area di Gambuzza che allunga la traiettoria e tocco sotto misura di Filosa che batte Serraiocco.
Dopo il pareggio Di Meo inverte gli esterni avanzati, per dare possibilità ad Ancora (che ieri ha festeggiato 27 anni con una prestazione che avrebbe meritato il gol) e Mangiacasale (che ha sofferto più degli altri il campo pesante) di potersi accentrare con più facilità. Prima dello scadere, proprio dal un traversone di quest’ultimo dalla sinistra arriva il colpo di testa di Gambino che trova la pronta risposta dell’estremo difensore abruzzese abile ad alzare la sfera sopra la traversa. Qui di fatto si chiude la prima frazione di gioco.
Il secondo tempo riparte con gli stessi protagonisti, ma lo spartito proposto da Di Meo e presentato negli spogliatoi risulta decisamente differente. Le danze, nella scoda metà di gara le apre Del Core con tiro velleitario che spedisce la palla sopra la traversa. La risposta dei biancorossi non si fa attendere ed arriva al quarto d’ora, favorita da una giocata dell’intraprendete Putrella, il migliore tra i suoi. La rifinitura, nella circostanza, è per Foglia che prova la rovesciata volante: palla sopra la traversa.
Prima della rete del vantaggio, l’occasione più ghiotta capita al neo entrato Lattanzio; il suo colpo di testa da due passi però, trova la deviazione sulla linea di porta di Valentini. Da qui si arriva alla mezzora e al fallo da rigore di Righini su Scarsella (entrato al posto di Fiorentino). La trasformazione è opera di Del Core che spiazza Serraiocco.
Nel finale palpitante come quindici giorni fa con i Foligno, doppia occasione per il Teramo che si gioca tutte le proprie carte per tornare a casa almeno con un punto. Al 38’ Patierno, uno degli ex in campo, fa tutto da solo, dribbla un paio di avversari, entra in area e calcia: Leuci blocca a terra in due tempi. Allo scadere, poi, un tiro cross di De Fabritiis costringe il portiere martiese alla deviazione; sugli sviluppi del corner seguente Bellucci spreca la più facile delle occasioni con un colpo di testa che spedisce la sfera a pochi centimetri dalla porta vuota.

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