FrancaMente addio! Intervista a Giuseppe Cervellera

Il caso di FrancaMente… Per Martina aveva fatto notizia qualche tempo fa, come primo gruppo nato su Facebook che provava a misurarsi con la politica tradizionale attraverso gli strumenti dei social media. Il gruppo è cresciuto rapidamente nel giro di poco tempo e ha fatto parlare di sè per la città, tanto da destare preoccupazioni da parte della nomenklatura politica locale. Chi sono? Dove vanno? Ma soprattutto, a chi appartengono?

Nonostante le perplessità, il gruppo cresce e diventa strutturato, eleggendo presidente e segretario, scegliendo addirittura il colore arancione come simbolo del movimento.

Ad un certo punto però si rompe. Il presidente, Giuseppe Cervellera, non nuovissimo alla politica, decide di andar via perchè, come dice lui, ci sono troppe incomprensioni con un Angelo Lucarella, uno dei motori principali del gruppo, che “vorrebbe gestire il gruppo in maniera troppo formale, lo si vedeva anche dal linguaggio usato”.

Non è un poco per lasciare un movimento?

Il problema è che aveva un modo di porsi troppo forte, da soviet (anche se l’estrazione politica di Lucarella è opposta, nda). In realtà io credo che per fare una lista civica come si deve, il gruppo deve essere formato anche da persone che hanno avuto un certa esperienza in politica. Ma Angelo si è sempre opposto all’ingresso di nuove persone nel gruppo.

Se l’obiettivo è una lista civica, sapete già con chi schierarvi?

Non abbiamo preconcetti, dipenderà dai programmi: appoggerò un progetto concreto, sia esso di destra oppure di sinistra, non mi importa.

Per dovere di cronaca, abbiamo sentito anche Angelo Lucarella, riguardo le motivazioni della scissione di Francamente:

Cosa dici dell’addio di Cervellera e dei suoi?

Io non dico nulla, perchè sono scelte prese a priori. Considera che il nuovo gruppo su Facebook (Il domani di Martina: Giovani al lavoro) è nato prima che dichiarassero di voler lasciare FrancaMente.

Dicono che non eri troppo d’accordo all’ingresso di nuovi soci…

Il problema non è quello, ma la modilità: chi sono queste persone? cosa vogliono fare? E soprattutto, se il direttivo è stato democraticamente eletto dall’assamblea, non è possibile cambiarlo a giochi fatti.

Altro non hanno voluto dirci, soprattutto riguardo la visione politica (Cervellera e Lucarella vengono da esperienze diverse) sia della vicinanza con alcuni protagonisti della vita partitica cittadina.

Una domanda però rimane ancora aperta: potranno i nuovi strumenti di comunicazione incidere davvero nella società locale?

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