
La diffida del Comune di Martina Franca per quanto riguarda gli esercizi commerciali, sta scatenando un’onda di indignazione di grandi proporzioni. Non solo gli esercenti che, a loro modo vedono questa lettera come un impedimento alla loro attività commerciale, ma anche e soprattutto da decine e decine di giovani martinesi che vivono questo come l’ennesimo colpo di un’amministrazione comunale insensibile alle esigenze delle giovani generazioni.
Sentito sull’argomento, il Comune spiega le sue ragioni e dichiara che tutto nasce da diffide e denunce presentate da interi condomini che, a loro dire, sono costretti a subire l’alto volume della musica fino alle 4 del mattino. Sebbene non sia vietato mettere musica in un bar, dicono, questa non deve essere il centro dell’attività commerciale. Da questo presupposto nasce anche il punto più oscuro della diffida, quello riguardante il divieto della pubblicità. “Se si fa pubblicità all’evento – dicono – allora è evidente che questo rappresenta uno spettacolo vero e proprio”.
In sostanza, dicono dal Comune, si tratta di ristabilire la legge, richiamando all’ordine i gestori che fanno gli “gnorri” e fanno finta di non conoscere le regole. Un conto è il pubblico spettacolo, un conto è un bar che mette musica.
Poi c’è la questione della sicurezza: se in un bar entrano 100/150 persone, come è possibile che non ci sia un’uscita di sicurezza?
Infine, per quanto riguarda la S.C.I.A., la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (qui una esauriente spiegazione dal sito del Comune di Milano), è gratuita e basterebbe presentarla una volta.
Ora la palla passerebbe ai gestori e ai proprietari dei bar. Nel frattempo, le strade di Martina Franca rischiano di rimanere più silenziose e buie.
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