San Paolo si mobilita per salvare la scuola

/ Autore:

Società


Riceviamo e pubblichiamo volentieri un comunicato firmato dai “genitori di San Paolo” che ci mettono al corrente di essere in agitazione per la scuola della contrada. Si legge nel comunicato, in sintesi, che alcuni genitori sono scesi in piazza per chiedere alle famiglie della contrada di scegliere la scuola locale per iscrivere i loro figli e non invece di mandarli nelle scuole in città.

Ecco il comunicato per intero.

Alcuni genitori della contrada San Paolo in questi giorni si sono mobilitati con striscioni e volantini; il messaggio è unico e inequivocabile: DIFENDERE LA SCUOLA DELLA CONTRADA.

Nel volantino distribuito su tutto il territorio si legge la richiesta fatta ai cittadini del quartiere di iscrivere i propri figli nella scuola di San Paolo,visto il numero sempre più decrescente degli alunni, dovuto soprattutto ai problemi che negli anni la scuola stessa ha accumulato, ma che ,sempre per la caparbietà e la tenacia di alcuni genitori ,si è cercato di tamponare. “ i recenti accorpamenti delle sezioni,i disagi di natura strutturale e lo scarso materiale didattico sono problemi comuni di tutte le scuole e sono risolvibilissimi; bisogna lottare insieme per far valere i nostri diritti e non scegliere di iscrivere i bambini altrove pensando che le altre scuole possano offrire una formazione migliore”- dice uno dei genitori- “i tagli governativi penalizzano le scuole di contrada”-ancora un altro genitore –“questo è un quartiere in via di sviluppo; la scuola è la colonna portante dell’unione di una comunità,se chiude la scuola, San Paolo muore con essa”.

L’appello dei genitori va anche alle istituzioni che ,nelle loro sedi possano,con le scelte adeguate, tutelare uno dei pochi beni certi di questa comunità. 

Si legge nei loro occhi tanta amarezza,perché non si tratta di una semplice scuola,ma si tratta di una conquista fatta con tanti sacrifici dai loro padri oltre 50 anni fa’ e che oggi forse i loro figli rischiano di perdere.

Resta aggiornato sulle notizie in Valle d'Itria


E tu cosa ne pensi?