Elezioni: una sintesi ragionata dello scenario.

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Politica


I tempi stringono e la situazione politica martinese rimane sempre più confusa. Ieri, un comunicato stampa di Lino Nessa annuncia la discesa in campo anche di Raffaella Spina che sfiderà Michele Marraffa alle primarie che saranno l’11 marzo. L’obiettivo, dice il comunicato, è aver un progetto per la città lungo dieci anni. La Spina, fino a poco tempo fa referente locale dell’onorevole Gabriella Carlucci, già sindaco di Margherita di Savoia, sfiderà colui che per l’intera stagione Palazzo era stato designato come il prossimo candidato sindaco. La sfida appare tutt’altro che scontata perchè Marraffa pare abbia deluso molti a cui aveva fatto promesse e non avrebbe più l’appoggio consensuale di 5 anni fa. Dal canto suo la Spina ha a disposizione un apparato mediatico che tutti gli altri candidati non hanno, da un quotidiano molto diffuso, fino alla televisione locale più vista. Inoltre è donna, e questo è un valore aggiunto, soprattutto in un momento in cui i cittadini vogliono il rinnovamento. La Spina, inoltre, non ha quel peccato originale di aver fatto parte dell’ex maggioranza Palazzo, e quindi lascerebbe qualche spiraglio di possibilità per un eventuale accordo con il Terzo Polo, una cosa che finora appariva impossibile.

A destra troviamo anche la Destra di Storace che ieri ha manifestato a Roma contro le tasse. Leo Cassano è l’unico candidato ufficiale, deciso da mesi, ormai. Hanno dichiarato che non hanno intenzione di partecipare alle primarie con il resto del centrodestra, ma non era difficile immaginarlo.

Al centro invece le cose sono ancora poco chiare, almeno ufficialmente. Michele Muschio Schiavone parla poco e questo in qualche maniera lo rende ancora più temibile. Soprattutto considerando che i manifesti del partito di Casini sono gli unici finora apparsi in città. Nel Terzo Polo sanno benissimo di essere l’ago della bilancia, perchè nel probabilissimo caso di ballottaggio, l’alleanza con loro determinerà la conquista di Palazzo Ducale. Quindi non hanno bisogno di lanciare slogan e dichiarazioni perchè sono gli unici ad essere in una posizione di forza. Non sembra puntino ad avere il sindaco, non gli serve.

A proposito di Terzo Polo, il giuramento sul non accordarsi era la condizione posta da Pasquale Lasorsa per dare il pieno appoggio a Franco Ancona, candidato sindaco scelto dal Pd e sui cui hanno dato la loro disponibilità Sel e Puglia per Vendola. Sia Lasorsa che l’Idv avevano chiesto la sicurezza di non dover accettare accordi con il Terzo Polo, ma queste rassicurazioni non sono mai arrivate. Ovviamente, al netto di ogni considerazione politica, dal punto di vista tattico significava davvero farcela da soli al primo turno, cosa difficile in un comune in cui gli ultimi sindaci di destra hanno ottenuto un consenso del 70%. Dopo aver proposto provocatoriamente Tonino Scialpi, che ha rifiutato gentilmente ma non sembra aver indicato Ancona come candidato ideale, Lasorsa è in attesa delle decisioni del Pd. Ancona infatti voleva essere il candidato unitario e la defezione di Idv & Co. pone questi ultimi in una innaturale posizione di forza, innaturale rispetto al peso elettorale. Nella discussione, l’irrompere delle dichiarazioni di Martina 2020, l’associazione politica che da quest’estate sta facendo un percorso di analisi e proposta per il cambiamento in città, interrompe uno schema e permette di spostare l’attenzione anche ad altre forze che non siano partiti politici. Il loro candidato non si saprà prima di venerdì, anche se alcune voci circolano già.

Il centro sinistra quindi, che avrebbe potuto utilizzare i cinque inconcludenti anni dell’amministrazione Palazzo come lancio di una campagna elettorale devastante, è riuscito ancora una volta a deludere i suoi elettori, arrivando a due mesi dalle elezioni giocando a dama tra un candidato e l’altro. 

Nel frattempo che sullo schermo, sui giornali e sul web si formano gli schieramenti e inizia la campagna elettorale (è già possibile vedere alcuni probabili candidati consiglieri che hanno affidato al gestione dei loro profili Facebook a terzi), i cittadini sembrano assistere ad uno spettacolo che non li riguarda, un po’ per un senso di antipolitica diffuso “tanto sono tutti uguali”, un po’ a ragione, considerando che il copione dello spettacolo sembra essere già letto. I cittadini chiedono rinnovamento, novità, un cambiamento. E sembra che, esasperati come sono dalla situazione un po’ ridicola, sarebbero disposti ad accettare chiunque. Il rinnovamento fine a sè stesso, qualsiasi cosa basta che non siano gli stessi. Un sentimento pericoloso perchè non riguarda i contenuti ma le forme, ma che sicuramente dovrà essere tenuto in considerazione da chi si candiderà a guidare la città. Il rinnovamento non è un valore in sè, anzi, è pericoloso, perchè gattopardianamente si cambia tutto per non cambiare niente, e dietro le novità, spesso ci sono i vecchi apparati, le vecchie logiche.

L’unico antidoto davvero efficace è la partecipazione. Ma i cittadini di Martina Franca, da questo punto di vista, sembrano davvero latitare. E su questo basano il loro potere coloro che da dietro le quinte dominano la città.

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2 Commenti

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Commenti

  • Filippo ha detto:

    Nulla di nuovo. Continua a perpetuarsi l’oblio della sinistra. A livello nazionale come a Martina, si perpetuano l’oblio e l’inconsistenza assoluta di un partito che di sinistra, del tutto arbitrariamente, si autoproclama. Raccogliamo il logico portato di più di tre lustri di una politica fallimentare, quella, per intenderci, della generazione di sedicenti innovatori (leggi “distruttori”) che dagli anni ’90 hanno dominato la scena. Raccogliamo i frutti d’idee fumose, contraddittorie e chimeriche che vedono in questo PD il naturale approdo. Della Bolognina non rimane nulla, o ben poco, qualche fantasma forse…Nulla di nuovo dicevo, se non incapacità (o ancor peggio mancanza di volontà) di prendere atto d’un fallimento che non si sostanzia tanto nell’inadeguatezza dei leader, ma nel contenitore, proprio nel partito.. Dunque, se a Martina il Pd s’alleasse col Terzo Polo, finendo di perdere la faccia, francamente non mi sorprenderebbe. Sarebbe perfettamente coerente col diniego della propria storia immolata sull’altare del potere, dove ormai le parole sinistra e socialdemocrazia risuonano svuotate in un partito irreale come quello che ci si para dinanzi agli occhi. Ormai è chiaro, la sfacciataggine e il tafazzismo sono componenti genetiche d’un partito nato morto….L’opzione Franco Ancona (non tesserato del Pd) è l’unica proposta seria, al netto di considerazioni o predilezioni di carattere politico, per indubbie qualità tecniche e amministrative. C’è bisogno di una guida seria, competente, autorevole e soprattutto COERENTE..Ancona, a mio modesto avviso, pare la persona giusta. Si parta da questo. La squadra, elemento non affatto secondario ne trascurabile, sarà lo step successivo..Trovare l’unità (obiettivo lontano) per tentare di giocarsela al primo turno (fantapolitica?) sarebbe a mio avviso l’unica possibilità. Dai ballottaggi sappiamo cosa viene fuori. Bisogna dare un segnale, cominciare a rimettere finalmente in piedi questa città, con l’auspicio che le nubi nere che dalla finestra vedo addensarsi sull’amata quanto maltrattata Martina, inizino a dissiparsi una volta per tutte..

  • Domar47 ha detto:

    Mi fa piacere leggere che l’altro ieri il candidato Sindaco Franco ANCONA è riuscito a unificare tutte le forze della sinistra. “UNITI SI VINCE”- Grazie dello spazio. Domar47