Gianfranco Palmisano: senza cultura non c'è futuro

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Incontriamo Gianfranco Palmisano un po’ prima della conferenza stampa ufficiale di presentazione di Franco Ancona, quella fatta all’aperto, al bar. Abbiamo deciso di intervistarlo perchè sui social network è uno dei più attivi, condividendo contenuti e opinioni e poi perchè è giovane, anche di età, e gli piace la politica, stima tanto Civati, ma l’ultimo libro che ha letto è di Antonio Di Pietro. Adesso è segretario dei Giovani Democratici di Martina Franca e fa parte del direttivo del partito.

“Fino a poco tempo stavo nell’Idv, a livello regionale” ci dice, prima di entrare e iniziare a fare domande. Una esperienza che l’ha comunque formato, e anche se ha avuto dei ripensamenti, a causa di incongruenze tra il suo modo di vedere la politica e quello dell’Idv cittadino, ha deciso di continuare a impegnarsi, nel PD. Adesso è reduce da un congresso provinciale dei Giovani Democratici e si appresta ad iniziare una campagna elettorale, nonostante stia scrivendo la tesi di laurea.

In economia politica, un excursus storico sull’economia della Valle d’Itria

Un argomento da campagna elettorale, qual è il futuro dell’economia locale?

Il futuro della Valle d’Itria è la cultura, un tesoro che altri territori non hanno. Prendiamo Alberobello, una città che ha saputo sfruttare le sue risorse basando la propria economia sul turismo: ogni anno arrivano più di un milione di visitatori. Una buona amministrazione dovrebbe capire in che maniera distribuirli su tutto il territorio.  Bisognerebbe fare una rete tra le città limitrofe, mettendo al centro il turista. Il turismo dovrà essere l’asse portante al quale poi si devono innestare una serie di servizi, legati al turismo“.

Addio al tessile, secondo te?

No, il tessile non dobbiamo perderlo, ma dobbiamo puntare sulla qualità, guardando sempre al turismo. Immaginare che chi visita i nostri territori possa anche avere la possibilità di trovare prodotti di qualità che altrove non trova. Il problema è che noi siamo abituati a standard di qualità che altri non conoscono. Prendiamo l’olio, per esempio. Per noi è scontato che sia così, anzi. Ma non è così per uno straniero. E’ che manca la cultura, la cultura del turismo, la cultura della politica. Per questo abbiamo organizzato i corsi di formazione con il Partito Democratico“.

La politica. Nell’immaginario il consigliere comunale è colui che ha i propri interessi da difendere. Tu cosa pensi?

“Penso che abbiamo vissuto gli ultimi vent’anni in cui si è scientificamente attuato un programma di allontanamento dei cittadini dalla politica. E’ una questione di fiducia tra cittadino e rappresentante politico. Il dibattito che c’è durante la campagna elettorale ha una vitalità che dovremmo riuscire a tenere in piedi anche dall’8 maggio in poi. Il cittadino dovrà essere messo in grado di poter dire sempre la propria, rimanendo informato“.

Quali saranno le priorità della prossima amministrazione, secondo te?

I regolamenti. Dovranno essere scritti dei regolamenti chiari per ogni tipo di attività. Un regolamento oscuro, cavilloso, permette ai furbi di trovare scorciatoie e escamotage. E poi il Centro Storico, che dovrà essere il cuore dello sviluppo. Se una coppia vorrà acquistare una casa, le si deve dare la possibilità di ristrutturare una casa nel Centro Storico. Si dovrà costruire meno“.

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