Il Comune acquista seimila e settecento cartine topografiche per promuovere il turismo.

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Cultura


Il Comune di Martina Franca ha deciso di acquistare seimila e settecento cartine topografiche della città più duemila guide delle masserie. L’iniziativa è stata fatta perchè “la nostra Città è, sempre più, meta preferita dai turisti, i quali, vengono attratti dalle bellezze scenografiche ed architettoniche, dal carattere dei martinesi, aperto e disponibile, dalle numerosi ed importanti manifestazioni culturali e folkloristiche, dal clima fresco e ventilato e dalla cucina che esalta il sapore dei caratteristici e genuini prodotti locali“, e dato che “le piantine toponomastiche rappresentano un facile strumento di consultazione in grado di fornre le più complete ed esaurienti informazioni ai turisti che visitano la Città, e che un’efficace vetrina sulle peculiarità del territorio potrà contribuire a promuovere un’accoglienza dei turisti e aumentare le presenze turistiche della nostra città…” (qui la delibera completa).

Fin qui nulla di particolarmente significativo, se non fosse il legittimo dubbio che le cartine non servono a promuovere il turismo, dato che le persone difficilmente si innamorano di una mappa, e che ci risulta difficilmente accettabile che un funzionario comunale scriva nel 2012 che i turisti vengono in città per il nostro carattere aperto (“Vieni a Martina, siamo tutti simpatici!“) e che le bellezze scenografiche vanno bene per un film e non per un territorio e che le numerose manifestazioni sono solo un paio, e poi il clima è un clichè improponibile. 

Va bene, passi per questo afflato di accoglienza, ma il motivo è che le cartine erano in giacenza presso la Nuova Editrice Apulia e Silvio Laddomada, proprietario della casa editrice ha proposto al Comune di acquistarle in stock, dato che sta traslocando, ad un costo ridotto del 65%. Il Comune ha chiamato, qualcuno, non si sa chi, e ha avuto un ulteriore sconto di 200 euro. Un’occasione imperdibile. Invece di buttare le mappe, le diamo al Comune che le compra alla modica cifra di 2000 euro.

Non c’è nulla di male, ci pare, a parte le motivazioni che ci sembrano farlocche. Ma due dubbi ci assalgono:

  1. A quando risalgono le guide? (non è che saranno queste del 2007?)
  2. Che se ne farà il Comune?

Un gesto che, comunque, è da imitare: personalmente ho una collezione di Topolino da 1988 al 1995, più o meno, e non sapevo che farmene. Forse il Comune potrebbe essere interessato.

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