Un dato importante di queste elezioni è che ai martinesi i candidati del centrodestra non sono piaciuti tantissimo. Almeno non tanto quanto i candidati consiglieri ad essi collegati. A differenza di Franco Ancona, che ha quasi tre punti percentuali (1687 voti) in più rispetto alle liste che lo sostengono, sia Michele Marraffa che Michele Muschio Schiavone hanno raccolto meno voti dei loro partiti. E’ andata bene anche ai candidati minori, che hanno guadagnato sulle loro liste.
I voti persi da Marraffa e da Muschio Schiavone si sono quindi distribuiti su tutti gli altri candidati. Questo risultato può essere letto in diverse maniere, ma l’analisi sarebbe incompleta se non si confrontasse il dato nazionale.
Prima di tutto c’è il dato dell’affluenza, quei sei punti percentuali in meno che in qualche maniera sono il segnale di un allontanamento dalla politica dei cittadini. Se a Martina Franca possiamo essere tutto sommato soddisfatti, a Genova, per esempio, quasi un cittadino su due è rimasto a casa. Poi c’è la disaffezione dai partiti: Grillo ha avuto un exploit prevedibile, e a Parma è addirittura arrivato al ballottaggio.
A questo si somma la crisi, le cui responsabilità i cittadini riconoscono ad un sistema di potere che è in qualche modo personificato dai vecchi politici. Se siamo arrivati a questo punto, lo si deve a chi ha governato finora. Quindi il Pdl, a livello nazionale, cala vistosamente, seguito dalla Lega Nord, che tiene solo a Verona.
Franco Ancona piace più della coalizione che lo sostiene, staccando il suo diretto rivale, Marraffa, di quindici punti percentuali, la differenza tra le coalizioni è minima: solo cinque punti. Martina Franca non è diventata improvvisamente di centrosinistra, ovviamente, ma i cittadini martinesi hanno voluto dimostrare, almeno, a tentare di dare una lettura ai dati, che Marraffa non può rappresentare il centrodestra, o meglio, moltissimi del centrodestra non sono rappresentati da Marraffa.
Un dato significativo sono le schede nulle. Il dato parziale (ci mancano due sezioni) ci dice che ci sono ben 1.095 schede nulle, a cui vanno sommate le schede bianche, che sono 236 (a questo dato manca il risultato della sezione 34, quindi può ritenersi davvero una dimostrazione di protesta). In totale, gli elettori che hanno scelto di protestare, sono il 4,3% dei votanti: meriterebbero un posto in Consiglio Comunale.
Lascia un commento