Paolo Palazzo: un martinese a Cinecittà (passando per Brooklyn)

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Cultura



Paolo Palazzo è uno di quei personaggi che conosci da sempre e non ti ricordi nemmeno quando è stata la prima volta che vi siete incontrati. Paolo Palazzo sembra un giovane eterno, sempre con il sorriso e la battuta pronta, eppure nel più discreto dei silenzi, da anni si fa strada nel panorama musicale internazionale. E non limitandosi ad un solo genere.

Lo incontriamo che è appena tornato da un viaggio a New York, dove ha suonato nella chiesa di Our Lady of Angels a Bedford, uno dei quartieri di Brooklyn dove un tempo erano tutti italiani e adesso invece sembra un mondo in miniatura. Ha suonato lì l’8 maggio scorso, un pezzo che si chiama “Counterpoint vs Symphonic”, composto da lui, un pezzo per organo.

Paolo Palazzo è umile, uno di quelli che non direbbe mai “lei non sa chi sono io”, e non si vanta di essere riuscito a suonare negli Stati Uniti, o che le sue musiche sono scelte per gli spot che vengono mandati in tutto il mondo. Lui si definisce precario, e lo è, in realtà, insegnante di musica nelle scuole medie, supplente a Bergamo ma che non lascerebbe Martina Franca nemmeno a stordirlo come l’A-Team con B. E. Baracus. Ama la città e si arrabbia con quelli che se ne vanno e poi fanno i camerieri a Londra o a Milano.

Gli facciamo notare che probabilmente c’è chi va via perchè non ha stimoli, in una città spesso così fredda e piatta che una goccia sembra un temporale. E lui risponde che la città è piatta perchè chi poteva ha scelto di andare e chi rimane non sa quasi più a chi rivolgersi. Non solo per la musica, ma per qualsiasi cosa.

Incontriamo Paolo Palazzo proprio nel giorno in cui la Regione Puglia diffonde la notizia che la musica in Puglia dà lavoro sempre a più persone e che il fatturato totale è arrivato a circa 130 milioni di euro e dà lavoro a decine di migliaia di addetti, tra musicisti, gestori, organizzatori, addetti ai servizi, produttori e tutte le altre figure che gravitano attorno alla musica. La musica è lavoro, dice a chiare lettere il sito ufficiale e Paolo Palazzo è l’incarnazione vivente che non solo quest’affermazione può essere vera, ma può diventare anche un valore aggiunto per il territorio. Se solo il territorio gli offrisse gli strumenti adatti.

 

Paolo Palazzo è uno che ci tiene a Martina Franca, che ci spiega che non esiste posto migliore, e che, nonostante stia per uscire un film la cui colonna sonora è totalmente composta e suonata da lui, non ci tiene proprio ad andare via. Anzi, sono gli altri che dovrebbero tornare.

Il film uscirà tra poche settimane. Si chiama “Diciannove e settantadue” ed è la storia di Mennea. Paolo Palazzo ha realizzato la colonna sonora, perchè è un compositore, ma è anche un organista, ma fa anche musica elettronica, ma insegna anche.

Paolo Palazzo è uno di quei personaggi di cui la città avrebbe bisogno si moltiplicassero. Questo è il suo sito.

 


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2 Commenti

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Commenti

  • eugenio ha detto:

    Condivido pienamente lo spirito di questo artcolo,
    vai Paolo, forte come ogni volta che di sfuggita scambiamo 4 chiacchiere sullo stradone o in biblio, ho visto e ascoltato tanto materiale sul tuo sito, davvero tanta roba,
    complimenti!!!
    a presto

  • eugenio ha detto:

    Condivido pienamente lo spirito di questo artcolo,
    vai Paolo, forte come ogni volta che di sfuggita scambiamo 4 chiacchiere sullo stradone o in biblio, ho visto e ascoltato tanto materiale sul tuo sito, davvero tanta roba,
    complimenti!!!
    a presto