Festa della Repubblica. Napolitano conferisce medaglia d'oro a Cosimo Devito, deportato ad Auschwitz

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Cosimo Devito ad Auschwitz

“Il lavoro rende liberi” dice la scritta di accoglienza nel campo di lavoro di Auschwitz uno, quello in città, attraverso il lavoro si guadagna la libertà. I nazisti però non avevano spiegato che era il lavoro degli altri, dei deportati, degli ebrei, degli zingari, dei preti cattolici, dei comunisti, degli omosessuali, dei prigionieri di guerra a rendere liberi la Germania e il suo Furher di continuare la guerra. La scritta più giusta sarebbe stata: “Il vostro lavoro ci rende liberi”.

Ad Auschwitz i campi di concentramento erano tre, ma due quelli più famosi. Del primo ne abbiamo parlato sopra, poi c’è quello famigerato, che era un campo di sterminio, quello con i binari della ferrovia che arrivano direttamente all”interno, quello con le baracche di legno e i forni crematori. Qui centinaia di migliaia di persone sono state gasate e bruciate. Tempo fa l’amministrazione comunale di Oświęcim (il vero nome polacco di Auschwitz) aveva proposto di raderlo al suolo per farne una discoteca. La motivazione era “i giovani devono pure divertirsi”.

Un movimento internazionale ha impedito che succedesse: la memoria è fondamentale per conoscere gli errori e tentare di evitarli, non bisogna dimenticare, mai.

Per questo motivo oggi Napolitano conferisce la Medaglia d’Oro a Cosimo Devito, aviere di Martina Franca, che a vent’anni fu deportato prima a Colonia e poi ad Auschwitz, dove rimarrà fino a maggio del 1945. Fu catturato dai tedeschi in Albania, mentre da Brindisi arrivava a Durazzo. Era settembre del 1943. Fu liberato dai russi solo nel 1945.

Dopo la Croce di Guerra, ricevuta dal Ministero della Difesa nel 1985, oggi, in occasione della Festa della Repubblica, il Presidente Giorgio Napolitano gli conferisce medaglia d’onore riservata ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto.


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