Incontro con le associazioni. Lasorsa e Scialpi: "Bisogna decentralizzare e destagionalizzare gli eventi"

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Politica


L’orario è proibitivo” diceva qualcuno nei giorni scorsi, “la gente a quell’ora lavora, come possono organizzare un incontro alle 12.00?“.

Eppure la riunione, prevista inizialmente nella sala del museo delle Pianelle, proprio per il gran numero di persone intervenute è stata spostata nella sala consiliare del Palazzo Ducale.

Dopo una breve apertura di Lasorsa, che fa subito intendere a tutti i presenti che il comune di Martina Franca non avendo né il bilancio consuntivo 2011 né quello preventivo per il 2012, difficilmente potrà contribuire economicamente a manifestazioni o eventi culturali, almeno fino a quando non saranno approvati entrambi i bilanci. E non può essere altrimenti, se no si sa quanto si ha, o quanto non si ha, nelle casse comunali.

L’obiettivo è di migliorare l’offerta turistica e cercare di stabilire, quanto prima, un cartellone estivo degli eventi con l’auspicio, del vicesindaco Lasorsa, di realizzare per tempo quello dell’anno prossimo, in modo da avere per marzo o aprile un cartellone completo da presentare ufficialmente in tempo. Anche per questo si è deciso di ascoltare tutte le associazioni e gli operatori del settore.

A questo punto la parola passa di bocca in bocca a tutti coloro che hanno voluto esprimere perlpessità, dubbi e/o proposte per migliorare, velocizzare la burocrazia soprattutto per  le richieste di occupazione del suolo pubblico e di patrocinio che, da quello che si percepisce dai racconti, arrivano dopo giorni, settimane o mesi di ritardo mettendo sempre a rischio la buona uscita di una manifestazione. Le lamentele e i problemi sono molteplici: i gazebo del comune sono costosi e sporchi, vi è scarsità di servizi pubblici tanto che i turisti spesso entrano in un bar solo per andare in bagno, e poi ancora l’accavallamento di manifestazioni, vigili urbani assenti, parcheggi e tanto altro. Qualcuno, molto infastidito dal pagamento del parcheggio anche nei giorni festivi, è andato in escandescenza quando il problema da lui sollevato è stato liquidato con freddezza. In questo senso Lasorsa spiegherà, alla fine dell’incontro, che “essendoci un contratto, anche se non firmato da questa amministrazione, lo si deve rispettare fino alla sua conclusione” soprattutto per evitare ulteriori spese legali del comune che spende già oltre il milione di euro l’anno per questo.

Sempre sui parcheggi, qualcuno si è lamentato anche di aver pagato la cooperativa che li gestisce nonostante la concessione da parte del Comune all’occupazione del suolo pubblico.

L’ass. Antonio Scialpi, arrivato in ritardo per questioni lavorative, ha proposto a tutti gli operatori una decentralizzazione degli eventi, cercando di coinvolgere soprattutto i quartieri periferici della città, alla luce anche di quanto detto precedentemente da Lasorsa sulle percentuali altissime di richieste di occupazione che arrivano per Piazza XX settembre. Location più richiesta e gettonata, per ovvi motivi. Ancora Scialpi propone di destagionalizzare gli eventi cercando di sfruttare anche autunno e inverno proponendo di realizzare, oltre ad un cartellone estivo, anche un cartellone pre e post fiera di San Martino, sfruttando magari i “15 giorni prima e i 15 giorni dopo la fiera di novembre” , cercando di creare movimento nei mesi “morti” dando, contemporaneamente, un senso diverso alla festa dell’11 novembre.

Fa ben sperare questo incontro. La partecipazione di tante realtà, non solo associative non profit ma anche di vere e proprie aziende, è un buon segno. Forse però, mettere nel cartellone tanta carne al fuoco, o meglio, tutta la carne al fuoco potrebbe essere rischioso, così come è rischioso non concedere, per un giudizio soggettivo di qualità, la possibilità a tutti di realizzare la propria manifestazione. Sarebbe necessario che l’amministrazione intraprendi percorsi diversi in base all’interlocutore del momento. Per esempio chiedere il pagamento di gazebo, palco e suolo pubblico ad un’azienda che trae enormi profitti da una manifestazione non è come chiederlo alla piccola associazione che a malapena riesce a coprire le spese.

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