Area a servizi: le associazioni chiedono efficienza, trasparenza e imparzialità

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Società


Riceviamo e volentieri pubblichiamo un intervento delle associazioni WWF, Gruppo Speleologico Martinese e l’Osservatorio sulla questione urbanistica:

Si è tenuta la Conferenza di Servizi (aggiornata a data da destinarsi) per il progetto di immobile produttivo-commerciale sito in via D’Enghien della Ditta Due Esse Scatigna, cui hanno partecipato esponenti di associazioni quali il WWF, il Gruppo Speleologico di Martina e l’Osservatorio sulla questione urbanistica, tutte impegnate all’interno del Forum per la tutela del territorio di Martina Franca.

L’ intervento – i cui lavori sono iniziati da tempo e sono al momento sospesi– è stato al centro dell’attenzione, insieme ad altri tre (realizzazione di un distributore di carburanti in Valle d’Itria, progetto di edilizia residenziale a Montetullio, realizzazione palazzine di edilizia residenziale pubblica in contrada Giuliani), perchè i relativi Permessi di Costruire erano stati sottoposti a verifica di regolarità dagli stessi Uffici Comunali.

Nel caso in questione era risultato che il Permesso non risultava conforme al Piano Regolatore: l’area relativa al progetto prevede servizi, nello specifico una scuola materna e una elementare, mentre la Ditta proponeva un immobile a destinazione commerciale, con annessa una scuola materna per i dipendenti.

Una modifica del genere richiederebbe una variante di Piano Regolatore, mentre il Permesso era stato rilasciato senza alcuna procedura di variante.

La cosa grave, dal punto di vista dell’interesse pubblico, è che le aree del Piano Regolatore, ormai residuali, vengono piano piano –con sentenze di TAR o con Permessi non regolari- sottratte alla potenziale fruizione collettiva per diventare aree private su cui costruire.

All’attenzione della Conferenza del 13 giugno, però, vi era un progetto riformulato dalla Ditta stessa, in cui permane prevalentemente un’attività commerciale (ingrosso, due negozi, una caffetteria, due uffici e un appartamento) e una scuola materna fruibile dal pubblico per alcuni anni.

E’ il caso di sottolineare che l’attento lavoro di vigilanza operato da associazioni e uffici competenti hanno acceso i riflettori su modalità improprie di concedere permessi. In questo caso, secondo le osservazioni formalizzate dal WWF di Martina Franca, la procedura della Conferenza di Servizi è mirata, producendo una apposita variante a sanare impropriamente la situazione esistente.

E’ inaccettabile che l’Ufficio Tecnico del Comune abbia rilasciato Permessi viziati da irregolarità tali da generare atti formali di annullamento, esposti, inchieste e sequestri penali. Prendendo quale esempio il caso in questione, i danni sono immensi: la Ditta ha pagato gli oneri relativi al Permesso di Costruire e ha investito capitali nei lavori, allo stato attuale interrotti; il cittadino si è visto sottrarre aree all’utilizzo collettivo di servizi, l’Amministrazione rischia di risarcire i danni per un Permesso irregolare. Risarcire significa pagare con denaro che è sempre, alla fine, del cittadino, danneggiato due volte.

Martina Franca merita che il proprio territorio non sia tutelato dall’autorità giudiziaria o da atti di autotutela ma dalla accorta, scrupolosa e limpida azione dei propri amministratori e dei propri dirigenti.

Per questo la nuova Amministrazione, Giunta municipale e Consiglio Comunale, ha un dovere imperativo nei confronti della città, riorganizzando gli Uffici Comunali al fine di garantire ciò che la legge prescrive: efficienza, trasparenza, imparzialità.

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