Giornata mondiale del rifugiato. Chi si ricorda dell'Hotel dell'Erba?

/ Autore:

Cultura


fonte: style.it

Chi si ricorda dellHotel Dell’Erba e dei suoi africani? Chi si ricorda di cosa accadde in città in quel periodo? Degli africani che giravano per strada, dell’effetto che faceva in città la presenza evidente degli stranieri. Vissero all’Hotel Dell’Erba per un bel periodo, che per l’occasione assunse le funzioni di un Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA), gestito dalla Croce Rossa di Taranto, che per l’occasione mostrò il lato peggiore dell’organizzazione ma il migliore dal punto di vista umano. Se l’organizzazione, gestita dall’ex onorevole Amalfitano, faceva acqua da tutte le parti, tanto da scatenare un paio di volte le proteste dei richiedenti asilo, dal punto di vista umano, invece, i volontari della Croce Rossa si arrangiavano come potevano. Il centro della questione era la famigerata convenzione tra Prefettura e Ente Gestore, che avrebbe regolato i rapporti e le dinamiche nel campo.

Bisogna dire la verità: rispetto a quanto accade a Bari, per esempio, le condizioni dei migranti di Martina Franca erano ottime. Ma dopo sei mesi di permanenza la convenzione finì e si rischiò che questi ospiti, provenienti dall’Eritrea, dall’Etiopia, dalla Somalia, dal Bangladesh, rimanessero in mezzo alla strada. Senza permesso di soggiorno, in attesa di essere sentiti dalla commissione, non potevano trovare lavoro, e senza lavoro trovare casa era praticamente impossibile.


TG 04-06-09: PER I RIFUGIATI A MARTINA FRANCA… di antennasud

La Cgil, Emergency e altre associazioni si mobilitarono e riuscirono ad ottenere delle proroghe. Proroghe che convennero a tutti, considerando che da quell’esperienza la Croce Rossa incassò circa un milione di euro di cui molta parte andò all’Hotel e una proroga significava altri soldi.

Col tempo la questione si sgonfiò e molti di loro sono andati via, perchè la maggior parte delle volte chi arriva in Italia con i barconi, vorrebbe solo raggiungere la Germania, o la Norvegia, o l’Inghilterra, o stati che comunque non trattano le persone come criminali solo perchè vengono da un altro paese. La legge Bossi – Fini, che regola l’immigrazione, propagandisticamente si dice serva a combattere la clandestinità, ma in realtà non fa altro che ingrossare il numero dei detenuti nelle nostre carceri, attivando spirali viziose che invece di combattere la cattiva immigrazione, la facilitano, senza contare i presupposti razzisti su cui si basa.

Dei migranti di Martina Franca molti ottennero il permesso per motivi umanitari, di sei mesi, oppure la protezione sussidiaria, per tre anni. Pochi lo status di rifugiato, che permetterebbe loro di rimanere in Europa per cinque anni. La differenza del trattamento dipende dalla propria storia personale, dalle persecuzioni effettivamente subite e in parte, anche e purtroppo, dalla politica estera italiana. Ovvero: riconoscere lo status di rifugiato a qualcuno che viene dalla Francia, per esempio, significa ammettere che in Francia ci sia qualcosa che non va. E molto spesso, per motivi politici o commerciali, l’Italia non lo fa. L’Etiopia è il classico caso: sostenuta dall’occidente come baluardo contro l’Eritrea e la Somalia, non è possibile ammettere ufficialmente che lì le persone subiscono lo stesso trattamento.

Gli africani del Dell’Erba sono partiti. Alcuni sono rimasti. Mishgina (nome di fantasia, perchè essendo rifugiati, un minimo di protezione tocca darla anche noi) per esempio ha fatto venire la moglie dall’Arabia Saudita, che non vedeva da anni. Ed è felice come un bambino. Fa il muratore anche se studiava da avvocato.

Poi c’è Axmed, che viene dalla Somalia, con un permesso di tre anni, la protezione sussidiaria, che è giovanissimo e lavora in un supermercato. E’ rimasto a Martina Franca, come alcuni dei suoi amici e in palestra ha conosciuto il gruppo Marathon di Martina Franca con cui ha iniziato ad allenarsi. Ora corre con loro, dimostrando come, se si vuole, per accogliere chi viene da lontano non basta molto.

Oggi è la Giornata Mondiale del Rifugiato e il nostro pensiero va a tutti i migranti chiusi nei CIE e nei CARA, lager in territorio italiano, trattati spesso come bestie, in territorio italiano, come criminali, in territorio italiano. Il nostro pensiero va a coloro che ci provano ogni giorno, ma che spesso non ce la fanno a sopravvivere al mare, come coloro che hanno perso la vita ieri, nel Canale d’Otranto.

Oggi a Taranto c’è un’iniziativa all’Archetower. Inizia alle 18:00.


commenti

E tu cosa ne pensi?