Festival della Valle d'Itria. In Spagna pensano sia su Berlusconi

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Cultura


L’altro ieri è stata presentata in Spagna la nuova edizione del Festival della Valle d’Itria. Una testata spagnola ha raccontato l’evento, testimoniando erroneamente che in questa edizione ci sarà un’opera dedicata a Berlusconi. Un errore che ci ha segnalato una nostra attenta lettrice e che un po’ fa sorridere, considerando il tenore della manifestazione culturale, che più che impegnata è impegnativa. Non possiamo nascondere certo che il Festival e la Fondazione utilizzino linguaggi lontani dalla massa per promuovere un’attenzione a tematiche di sicuro interesse sociale, ma mai ci aspetteremmo una presa di posizione così netta nei confronti dell’ex premier. Non in maniera ufficiale, ovviamente.

Per correttezza, l’opera a cui fa riferimento la testata spagnola è Nur, che in arabo significa “luce“, che è la prima opera nella storia ad essere commissionata direttamente dal Festival. La storia è ambientata nella notte del terremoto de L’Aquila e c’è anche un cavaliere, ma è De Molay, l’ultimo Gran Maestro dei Templari.

Questa notizia, o meglio, questa notizia su una notizia, ci permette di proporre una riflessione che tanto ci sta a cuore, ovvero gli immaginari. Nell’immaginario spagnolo, probabilmente, il terremoto in Abruzzo è legato inscindibilmente alla figura di Berlusconi e delle sue promesse, cosa che in Italia invece, non è, perchè la sua tragicità ci tocca estremamente da vicino e non viene integralmente mediata dai canali di comunicazione. Sarebbe un po’ come pensare alla Merkel in Germania: a noi viene subito in mente lo spread, mentre ai tedeschi magari altro.

 


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