Lavoro e welfare. Giuseppe Massafra: "La riforma non va bene". Oggi l'incontro a Palazzo Ducale

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Economia



Oggi pomeriggio alle 17:30, in Sala Consiliare, ci sarà l’incontro organizzato dal Partito Democratico su lavoro e welfare, a cui parteciperanno Franco Ancona, Sindaco di Martina Franca, Giuseppe Lazzaro, coordinatore provinciale Lavoro & Welfare, Claudio Cavaliere, consulente del lavoro – coordinamento provinciale Lavoro & Welfare, Giorgio Meschiari, Confindustria Martina Franca,Roberto Massa, Presidente Confcommercio Martina Franca, Giuseppe Massafra, segretario generale  provinciale Filctem Cgil Taranto, Angelo Annese, Cisl Martina Franca, Oronzo Bufano, Uil Martina Franca, Giovanni Battafarano, segretario nazionale Lavoro & Welfare.

L’argomento è quanto mai attuale, considerando non solo la crisi, globale e locale, con decine di licenziati nelle aziende martinesi di cui poco si sa, considerando la difficoltà a parlare, o l’impressione, sbagliata, che il problema sia solo personale e non sociale. L’argomento è attuale perchè mercoledì è stata approvata la riforma sul lavoro, a botta di fiducia, che dovrà radicalmente cambiare il mercato del lavoro.

Ora, non volendo indugiare sui termini, nonostante ce ne sia bisogno, perchè il lavoro, se è un diritto, considerando la Costituzione Italiana, non può essere regolato dal mercato, o meglio, non può sottostare completamente alle sue leggi.

Così, in tempi di crisi, il lavoro diventa merce, e non più diritto, almeno, a quanto dichiara la ministra Fornero, smentendo quindi la Costituzione.

Oggi se ne parlerà a Martina Franca, in un incontro il cui panel è davvero di primissimo livello. Giuseppe Massafra, che rappresenterà la Cgil, impegnato in diverse vertenze per tentare di mettere un freno alla emorragia di posti lavoro, dichiara a Martina News che la riforma è stata approvata in fretta e furia per permettere a Monti di andare al vertice europeo con qualcosa di concreto, ma che sarà necessariamente rivista.

La Cgil ritiene che la riforma non incide nelle politiche di crescita per l’occupazione. Cioè, senza una politica che incentivi l’occupazione, non fa che complicare l’accesso al lavoro, diventando controproducente. Ma la politica di sviluppo manca. In una situazione in cui le oligarchie finanziarie determinano le scelte: una parte del mondo sta migliorando la propria condizione sociale, producendo, a discapito dell’Occidente. Quando tutto è regolato dalla finanza e non dall’economia reale, le scelte saranno tarate sulla competitività al massimo ribasso. Le riforme inseriscono nel sistema del lavoro un meccanismo di competitività sulle logiche di costo, depauperando l’impalcatura dei diritti e delle tutele dei lavoratori. La strada migliore dovrebbe essere esattamente al contrario, puntando sulla ricerca e l’innovazione. La competizione dovrà essere sulla qualità e non sulla quantità. A Martina Franca abbiamo perso nel giro di dieci anni il settanta percento della forza lavoro. Con un’altissima mortalità delle aziende, perchè non ci sono politiche di sistema in grado di mettere le imprese nelle condizioni di fare quel passaggio di competizione. Naturalmente in questo sistema, le imprese ci speculano. Il Governo sta facendo come con le pensioni, non confrontandosi con le parti sociali, e poi, a decreto varato, rischia di trovarsi con la patata bollente. Il problema è che la riforma favorisce la fuoriuscita dal mercato del lavoro e non l’entrata”.

 


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