Federico Rampini a Martina Franca: tra destra, sinistra e un operaio della Ford

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Federico Rampini è uno delle penne di punta di Repubblica, inviato negli Stati Uniti, poi in Cina, poi di nuovo negli Stati Uniti, ha avuto la capacità di riuscire a discernere il bene e il male dei due sistemi, evidentemente antitetici, e ne ha scritto un libro, “Alla mia sinistra“, che è stato occasione di dibattito oggi pomeriggio a Martina Franca, grazie all’iniziativa Spiagge d’Autore, organizzata da Peppino Chiarelli della Confcommercio, per il terzo anno consecutivo.

Ma prima che iniziasse l’incontro, in cui il giornalista ha risposto alle domande di Antonio Scialpi, assessore alle attività culturali, ma prima ancora capace intellettuale cittadino, i due hanno passeggiato a lungo nel centro storico di Martina Franca. E’ stata un’occasione, per Scialpi, per presentare Martina Franca a Federico Rampini e sua moglie, che non conoscevano ancora la nostra città. Abbiamo accompagnato la delegazione in giro per le vie di Martina Franca, passando prima dal Palazzo Ducale, attraverso le sale nobili, fino ad arrivare alla balconata, la cui vista famosa sulla Valle d’Itria è impedita dall’ascensore del palazzo che ha preso il posto del Cinema Bellini. La passeggiata è proseguita tra le vie del centro storico, il ringo e le varie teorie etimologiche, e il rococò, non il barocco, che è leccese, come ha tenuto a precisare l’assessore Scialpi.

Non capita tutti i giorni di ascoltare una lezione di storia locale fatta da un assessore comunale insieme ad uno dei giornalisti che viaggia sullo stesso aereo dei candidati alla presidenza degli Stati Uniti. Rampini lo ha detto durante l’incontro: la campagna elettorale americana è tutt’altro che definita. Obama e Romney si contenderanno la vittoria sul filo di lana.

In gioco ci sono due visioni del mondo, con al centro, sempre l’Europa. Per il primo, democratico, l’Europa è un modello da seguire. Per il secondo, repubblicano, ultraliberista, l’Europa è uno spauracchio da agitare.

E proprio ai confini dell’Europa, tra le vie bianche di Martina Franca, che Federico Rampini passeggia quando, davanti alla Società Operaia Scialpi racconta dei moti del 1930 quando, per l’ennesima tassa imposta dal regime, i contadini martinesi assaltarono la Casa del Fascio e dichiararono per poche ore, Martina Franca libera dal fascismo.

Il globale e il locale si intrecciano in questo pomeriggio. Dai moti contadini, che scatenarono molto dibattito tra i leader del Partito Comunista di allora, ai nuovi modelli a cui guardare per uscire dalla crisi.

Rampini ne è certo: dalla crisi si esce da sinistra, combattendo le uguaglianze sociali e bisogna guardare al modello tedesco o scandinavo, con salari alti e sindacati fortissimi.

Il caso però ha voluto che, mentre lui pronunciava queste cose al microfono, passassero da Piazza Roma un paio di tedeschi, amici di chi scrive, a cui abbiamo immediatamente chiesto conferma. Uno dei due, operaio alla Ford, ci ha raccontato che quello che piace è solo quello che si vede davanti, ma dietro c’è altro. C’è una politica economica votata alla deregolamentazione del mercato del lavoro, voluta dalla democristiana Angela Merkel che ha permesso alle aziende di utilizzare manodopera a basso costo, grazie alle agenzie interinali. L’amico operaio racconta di essere un fortunato a lavorare direttamente per la Ford, guadagnando 20 euro l’ora, ma chi ha la sfortuna di lavorare per le agenzie interinali, guadagna anche la metà. Alle aziende conviene anche perchè così si tengono lontani i sindacati.

Modello tedesco a parte, la passeggiata si è conclusa a Montedoro, nella parte più antica della città, prima di lasciare la coppia a riposarsi prima dell’inizio di Spiagge d’Autore.

Una nota a margine: la piazza era piena di gente. Segno che non è vero che la cultura non attrae, o attira, o incuriosisce. Il prossimo appuntamento certo è Erri De Luca, il 3 settembre.

 

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