Ambulanti: sgomberata l'ultima bancarella e sequestrata la merce. Che andrà al Villaggio del Fanciullo

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Economia



59 kg di patate, 19 kg di pomodori, 482 kg di angurie… Un verbale di sequestro di 991,45 euro. Più una multa, di oltre cinquemila euro. Tanto la Polizia Locale ha sequestrato stamattina all’ultimo ambulante di Piazza D’Angiò, baluardo di resistenza contro le decisioni del Comune, di cui, dicono, subiscono un “abuso di potere“.

La notizia è stata appresa da Vox Populi, polizia, vigili e carabinieri erano impegnati nello sgombero della famigerata Rocchina Cavallo, fruttivendola da generazioni, così come i suoi figli. Quando arriviamo il più è stato fatto, si aspetta solo che arrivino gli operai del comune per portare via cassette e cassoni vuoti. La frutta sequestrata, ci dicono dalla Polizia Locale, sarà regalata al Villaggio del Fanciullo.

La storia dei fruttivendoli ambulanti è una di quelle storie che accompagnano quotidianamente i martinesi, che tendono a lamentarsi ma poi se vanno di fretta fa comodo avere un camioncino sotto casa. I loro colleghi con i locali li accusano di fare concorrenza sleale, perchè non pagano l’affitto e non hanno altre spese. E poi, sono sparsi in città, e questo alla nuova giunta non piace.

Il 6 luglio scorso un’ordinanza sindacale impediva agli ambulanti di aprire le proprie attività in Via De Gasperi e in Piazza D’Angiò. La prima per non impedire la vista sulla Valle d’Itria, la seconda perchè l’area di Piazza D’Angiò dovrà divenire parcheggio. A giorni, ci dicono i vigili.

Quindi il sequestro e la multa di 5.164 euro, da pagare in sessanta giorni.

I commercianti dicono che il Comune sta compiendo un abuso di potere, per due motivi. Il primo è che l’area su cui insiste il loro camion non è Piazza D’Angiò e che loro hanno la licenza sia per il commercio ambulante che per il posto fisso, di cui pagano circa duecento euro al mese al Comune. Ci fanno vedere la ricevuta di luglio e quindi chiediamo spiegazioni al Comandante della Polizia Locale, tra una sfuriata e l’altra nei confronti degli operai che tardavano a venire. Ci dice Cannarile che è vero che hanno la licenza, ma è vero che vale solo per il mercoledì e che per quanto riguarda il limite di Piazza D’Angiò, non ha senso, perchè non si capisce quale altra piazza sarebbe.

Ma la storia ha lo stesso sapore di quelle tipiche di Martina Franca. Il problema degli ambulanti risale all’abbattimento della Piazza Coperta, dove loro avevano il posto. Una volta abbattuta, l’amministrazione, ci dicono gli ambulanti, promise loro di poter rimanere in Piazza D’Angiò. Che sia vero o meno, sicuramente è probabile, considerando i modi con cui si sono fatte alcune scelte strategiche in città, che col tempo si sono rivelate delle belle gatte da pelare.

Da una parte la nuova amministrazione che ha deciso di utilizzare il pugno di ferro per combattere le cattive abitudini, dall’altra una famiglia che sostiene di subire un abuso di potere. In mezzo ci sono le motivazioni dei primi, che fanno le leggi, e dei secondi che devono in qualche maniera lavorare. E’ facile dire “facessero come gli altri“. E non perchè non potrebbero permetterselo, ma perchè la consuetudine genera la norma e per sostituirla servono delle alternative concrete. L’amministrazione ha pensato a Via Olindo Ruggieri, alle spalle dello stadio, per esempio, perchè ci sono i parcheggi e ci sono i bagni.

Nel frattempo c’è stato il sequestro, l’undicesimo, dicono i commercianti. Ma finora non è cambiato nulla. Nè per loro nè per il Comune. La partita la vincerà sicuramente il secondo, perchè è più forte, perchè ha i mezzi e il tempo. Per gli ambulanti, riteniamo, non servirà altro che mettersi l’anima in pace e trovare un posto migliore.

 


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