Facebook e partecipazione. Aspettando Decoro Urbano

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Politica



Ieri sera si è tenuto l’incontro sui rifiuti, tra l’amministrazione comunale e alcuni cittadini. L’incontro si è tenuto in Sala Consiliare, non nella parte degli scranni, ma nella parte dove di solito si siede il pubblico. La scena, a vederla, ci è sembrata bellissima, perchè non capita spesso, anzi, a Martina Franca non è mai capitato, che un sindaco si sieda in cerchio con i cittadini a discutere di un problema, che un assessore prenda appunti, che si possa intervenire, chiedere la parola, confrontarsi in modo civile. L’amministrazione che torna a discutere della città con i cittadini e non tra i cittadini, una differenza di preposizione che determina la distanza tra la propaganda politica e la partecipazione.

Non sappiamo quanto di quello detto ieri effettivamente verrà preso in considerazione nella scrittura del nuovo bando per la raccolta. Non sappiamo se davvero quanto il momento di ieri possa incidere nella programmazione amministrativa, quanto le istanze presentate saranno tenute in considerazione nella scrittura delle leggi, o dei programmi, o dei bandi.

Ma sappiamo, certamente, che quello di ieri è stato un momento che potrebbe rappresentare una svolta nel modo di fare politica. Non  è una svolta rivoluzionaria, e sicuramente non è originale, ma è un passo evidente verso la città e un’apertura delle stanze dei bottoni ai cittadini che, da spettatori passivi, diventano interlocutori attivi.

La domanda che ci poniamo ora è: in che maniera questa partecipazione sarà alimentata?

Ovvero: solo se l’amministrazione si prodigherà affinchè chi ha partecipato ieri sia messo nelle condizioni di verificare il percorso del bando sui rifiuti (in questo caso particolare) si potrà dire che quello di ieri sarà stato un buon momento di cittadinanza attiva. Perchè, in caso contrario, se questo non dovesse accadere, se le istanze dell’incontro di ieri non saranno quantomeno discusse nel momento di scrittura del bando, allora ieri sera abbiamo assistito ad rigurgito di campagna elettorale.

La differenza sta, quindi, nella continuità della partecipazione.

E il discrimine tra propaganda e democrazia partecipata sta negli strumenti di cui ci si dota. Un incontro iniziale è fondamentale, ma poi mica si può pretendere che i cittadini partecipino a riunioni due tre volte a settimana. Non è il loro lavoro, a differenza degli assessori, che sono stati scelti per farlo. Il discrimine, quindi, sono gli strumenti che i cittadini potranno utilizzare per partecipare e verificare l’iter della legge, del scrittura del bando. Strumenti che, senza nasconderci dietro un dito, sono già belli che pronti online, molti sono gratuiti, alcuni costano pochissimo, e soprattutto sono molto facili da usare. Un forum, per esempio, uno strumento vecchio di dieci anni ma che non è ancora stato superato per la possibilità di catalogare, categorizzare e scendere in profondità nelle discussioni. Oppure un foglio wiki, in cui i cittadini e giunta potranno scrivere collettivamente, o un gruppo su Facebook, come ce ne sono decine a Martina Franca, spesso vuoti e autoreferenziali, questo potrebbe raccogliere gli esempi e le discussioni in materia di rifiuti.

Nella società informazionale fare finta che questi strumenti non esistano o non possono essere utilizzati, oppure, che siano solo dei palliativi, significa davvero non voler vedere la potenza che essi esprimono.

Oppure esserne spaventati. Perchè, se è vero che strumenti del genere non creano partecipazione, ma facilitano di molto le dinamiche partecipative, contemporaneamente costringono gli amministratori a confrontarsi allo stesso livello dei cittadini, a fornire spiegazioni vere, a essere convincenti, trasparenti. Gli strumenti, infiniti, che sono a disposizione per creare una rete di cittadini informata e partecipante possono essere un’arma a doppio taglio. Utilizzarli, bene, significa scegliere di essere totalmente trasparenti. 

A proposito di strumenti, appena eletto il nuovo Consiglio Comunale abbiamo chiesto che il Comune si dotasse dello strumento “Decoro Urbano“, un’applicazione che permette ai cittadini di segnalare in tempo reale le cose che non vanno in città, di segnare sulla mappa il luogo della buca, o del cassonetto rotto, e di controllare lo stato di avanzamento dei lavori. L’applicazione è gratuita per il Comune, basta una delibera di giunta e il gioco è fatto: ognuno, tramite il proprio smartphone potrà contribuire a migliorare la città.

La delibera, ci dicono, è pronta da un po’, ma ancora non viene approvata. Noi rimaniamo fiduciosi.


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