Il taglio delle Province acquista sempre più concretezza. Il Governo Monti ha scelto di non indugiare oltre e di indicare che i territori con meno di 300.000 abitanti e 2500 km quadrati di superficie dovranno trovarsi un altro capoluogo, senza contare, inoltre, l’istituzione delle città metropolitane, agglomerati enormi di paesi che faranno capo ad un’unica entità amministrativa.
In Puglia Bari diventerà città metropolitana e accorperà a sè anche la nuovissima provincia Barletta – Andria – Trani, così nuova che non erano stati fatti nemmeno i concorsi per assumere il personale.
A Taranto toccherà diventare capoluogo di una provincia che comprenderà anche Brindisi, e Martina Franca dovrà trovarsi a condividere la stessa politica provinciale con Torchiarolo, che non ha nulla di male, in sè, ma che è davvero illogico considerando le caratteristiche economiche e sociali dei due paesi. Soprattutto quando si era deciso di puntare tutto sulla Valle d’Itria, entità riscoperta e rispolverata dopo il fallimento della proposta del barocco.
Per questo motivo Franco Ancona avrà dichiarato alla Gazzetta che se si va con Taranto dovranno venire con noi anche Cisternino e Locorotondo, e anche Alberobello, purchè si tenga insieme la Valle d’Itria.
Un pasticcio politico- burocratico: i cittadini, rispondendo ad un sondaggio della Gazzetta, sostengono che le province si dovrebbero abolire tutte, ma proprio tutte. Infatti, finora, gli unici che si stanno spaventando sono i presidenti delle province a rischio, come Schittulli di Bari e Ferrarese di Brindisi, che ha preso carta e penna e ha scritto a Monti.

Lascia un commento