Ilva. Parlano le Donne per Taranto e Fabio Matacchiera: chi ha generato il disastro deve pagare

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Economia


[video: Donne contro l’Ilva]

Due interventi sulla questione Ilva. Il primo è del Comitato le Donne per Taranto che esprime massimo sostegno per la magistratura tarantina, puntando il dito verso una classe politica che non è stata in grado, o non ha voluto, affrontare il problema: “Quanto sta accadendo, strategicamente studiato, è il segno di una Politica che ha fallito in questi anni, una politica che ha voluto sempre rimandare il problema e non ha mai voluto affrontare con lucidità una situazione che da anni si sta denunciando e da anni ci sta uccidendo. La strategia messa in atto in questi anni è stata vergognosa! Solo chi ha interesse a fare in modo che persista lo status-quo, nonostante questo crei malattia, morte e distruzione dell’economia locale, punta il dito su chi denuncia più che su chi ci uccide“.

Ma la politica ora può fare “fare un passo indietro, con coraggio e anche con umiltà, riconoscendo che le azioni intraprese fino ad oggi hanno semplicemente continuato a donare a questa Terra malattia, morti e distruzione della nostre radici“.

Anche Fabio Matacchiera, del Fondo Antidiossina Taranto Onlus, sostiene il lavoro della magistratura, rivolgendosi direttamente ai lavoratori che domani scenderanno in piazza: “E’ arrivato il momento di riscrivere la storia di Taranto; i giudici adesso hanno nelle loro mani il futuro della città e noi siamo ben consapevoli della difficolta’ delle loro scelte. Sappiamo che migliaia di lavoratori scenderanno in piazza con timori fondati e condivisibili. Accanto a loro vi sono, pero’, famiglie segnate da disperazione e malattie, da lunghe storie di sofferenza che non possono più essere nè ignorate, nè taciute. Senza dimenticare i tanti allevatori e mitilicoltori duramente colpiti dalle gravi conseguenze dell’inquinamento del nostro martoriato territorio. Ribadiamo, pertanto, il nostro sostegno alla magistratura che ha ordinato il sequestro dell’area a caldo dell’Ilva di Taranto, perche’ incompatibile con la città e con la salute dei suoi abitanti. Tale decisione non è stata presa sulla base  di “indizi” ma di “prove” (come ha sottolineato il Procuratore della Repubblica) che sono emerse durante l’incidente probatorio, in contraddittorio con gli esperti dell’azienda”.

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