Angelo Costantini: il problema è la martinesità. E il tessile insegna.

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Cultura



Angelo Costantini, durante la conferenza stampa del Protocollo d’intesa “Saporitrovati“, ha affermato che bisogna imparare a fare sistema, ovvero a fare gioco di squadra. Una affermazione che ci ha incuriosito non poco, considerando che promuoviamo la cooperazione e la collaborazione come misura del nostro lavoro. Abbiamo chiesto una spiegazione, girando la domanda direttamente al patron del Capocollo Martinese. La risposta è stata inaspettata, almeno nei toni. Secondo Costantini l’ostacolo alla collaborazione, al lavorare di squadra dipende proprio dalla “martinesità” da quella capacità tutta martinese, secondo lui, di affrontare qualsiasi cosa da soli, contando sulle proprie forze. Se questo andava bene fino all’ottocento/novecento, ora non va più bene, perchè la martinesità è ormai tinta dei toni dell’invidia e della gelosia. Basti pensare a quello che è successo con il tessile: invece di fare sistema, ci si è fatti la guerra gli uni con gli altri e ora non esiste più.

Secondo Costantini bisogna mettere da parte individualismi inutili, e spesso fondati su nulla: “I martinesi hanno bisogno di fare un bagno di umiltà“.


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