Itn: incontro positivo al Comune tra istituzioni, lavoratori e azienda. Mancava Confindustria

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Economia


Un incontro positivo si è svolto nel Museo delle Pianelle tra i lavoratori e la Cgil con l’azienda Itn, rappresentata dal consulente Antonasi e dal patron Nardelli insieme al sindaco Franco Ancona e l’assessore alle attività produttive Nunzia Convertini, che ha aperto gli interventi. Era presente Giuseppe Recchia, a rappresentare al task force regionale che segue le aree di crisi.

In sintesi, l’azienda è disposta a mettere i macchinari e a dare commesse al nuovo soggetto che si verrà a creare e le istituzioni sono pronte a fare la loro parte, sia economicamente che facilitando alcuni passaggi.

Il primo intervento è stato della Convertini che ha inserito la questione Itn in un quadro più generale. La Convertini, ci tocca dirlo, ha in questa vicenda un doppio ruolo, essendo dipendente Itn e anche assessore con delega alle attività produttive. Più che un conflitto di interessi, la possibilità di non perdere nessun particolare della vicenda.

Giuseppe Massafra, segretario della Filctem Cgil, praticamente l’unico sindacato a seguire la vicenda, ha sottolineato come quello di oggi non è la fine ma l’inizio di un percorso. Un percorso che da un lato porterà a responsabilizzare i lavoratori, facendo loro assumere anche ruoli di imprenditori, dall’altro però pretende di tenere aziende e istituzioni incollate sulla vicenda. La prima per garantire lo start up, quindi macchinari e commesse, le seconde per la formazione e la messa in campo di strumenti, anche economici, atti a favorire il passaggio. Dice Massafra: “Il supporto delle istituzioni non deve essere solo economico, ma bisogna considerare questo progetto come se fosse una possibilità di riscatto del territorio“. L’Itn è diventata leader grazie al lavoro degli operai, continua Massafra.

E la questione Itn è fondamentale anche perchè si inserisce in un quadro più ampio in cui l’Ilva rischia di non essere più un fermo punto di riferimento, anzi. E quindi il territorio, ovvero le istituzioni e gli attori sociali, dovranno decidere verso quale direzione dover andare. Lo ha ribadito Franco Ancona nel suo intervento ed è stato ripreso da Recchia della Regione. Bisogna ripensare l’industria dell’abbigliamento come volano per rilanciare la produzione e quindi i consumi.

Ma non è così semplice, considerando che una cooperativa, o una srl non si fa in pochi giorni. Ne mancano 358, fino alla fine degli ammortizzatori e in un anno, quindi, si dovranno mettere in campo molti sforzi per raggiungere l’obiettivo di mantenere lavoro e professionalità sul territorio. Nardelli garantisce i macchinari e commesse, ma a prezzi di mercato, ci tiene a sottolineare. Anche Antonasi, consulente dell’Itn, interviene, poco, ma fa un passaggio che riteniamo molto importante riportare: “L’embrione di quello che nascerà potrebbe avere vita più facile se messo in un incubatore di ultima generazione“.

Ovvero: perchè non creare un incubatore di impresa che permetta di fare sistema di questa scelta? 

Un scelta che piace alla Regione, tanto che Recchia dichiara che la soluzione cooperativa potrebbe essere adottata anche per risolvere la questione del mobile imbottito, che da mesi sta paralizzando l’economia della Murgia, fino a Matera. Recchia fa l’esempio di una camicia, sostenendo che è arrivato il momento di provare a utilizzare una che pensavamo non fosse più della giusta misura. Ovvero: si deve tornare a produrre in Italia.

E infatti, la questione Itn non riguarda solo Martina Franca e Martina Franca non si ferma alla Zona Industriale. Anzi, è una questione europea, come l’Ilva, dichiara Franco Ancona. Che aggiunge di augurarsi che la cooperativa possa funzionare ma che l’azienda Itn possa assorbire quanti più lavoratori possibili. E chiede, ad alta voce, come mai al tavolo manchi un rappresentante di Assindustria, oltre a Nardelli a cui lascia il ruolo di rappresentante dell’azienda.

L’appuntamento è per settembre, per definire il percorso migliore, ma uno dei due fatti di oggi è che il Comune ci metterà del suo. Il secondo è che Mimmo Nardelli si ripresenta davanti agli operai dopo quindici mesi. Conoscendo le dinamiche non possiamo che definirlo un buon segno.

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