Ospedale Valle d'Itria. Franco Ancona: è solo una questione di nome

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Politica



Domani verrà presentato a Monopoli l’ipotesi progettuale del nuovo ospedale che sorgerà tra Fasano e Monopoli, appunto, a ridosso della ss 16, vicino allo svincolo per la ss 172. Un bel traguardo per un pezzo di territorio che ha la necessità di trovare una nuova sistemazione per l’ospedale di Monopoli che necessariamente dovrà essere spostato da dov’è ora.

Alla presentazione ci saranno molti sindaci: Emilio Romani, di Monopoli, Pasquale Di Bari, di Fasano, Domenico Vitto, di Putignano, Giuseppe Lovascio di Conversano, Michele Longo, di Alberobello, Donato Baccaro, di Cisternino e Tommaso Scatigna, di Locorotondo. Sarà presente anche il direttore dell’Area Politiche della Salute della Regione Vincenzo Pomo e l’assessore regionale Fabiano Amati, originario di Fasano.

Un progetto ambizioso, finanziato anche con risorse statali, ma che sta causando non poche polemiche, soprattutto perchè si teme che Martina Franca perderà il proprio ospedale, o meglio, che i cittadini martinesi debbano andare fino a Monopoli per farsi curare.

Franco Ancona, durante la conferenza stampa di presentazione della Notte Angioina, ha parlato praticamente solo di questo argomento, sostenendo la tesi che il problema è solo nel nome. Il nuovo ospedale si chiamerà Valle d’Itria nonostante sorgerà a km di distanza dalla valle dei trulli, in un pezzo di territorio che, sebbene abbiamo non pochi legami con l’entroterra, non possono essere considerati effettivamente appartenenti alla Valle. Il problema è il nome, Franco Ancona l’ha detto in conferenza stampa, asserendo che essendo la Valle d’Itria un patrimonio inestimabile, tutti fanno a gara ad appropriarsene: “Potevano chiamarlo Ospedale degli Ulivi, considerando che ne hanno tantissimi da quelle parti“.

Vengono in mente le dispute nominalistiche aristoteliche e la ricerca dell’essenza ontologica nel nome delle cose, ovvero se nel termine “cavallo” fosse presente la “cavallinità”.

E che sia solo una questione di nome ci viene confermato indirettamente dal comunicato del consigliere regionale Gianfranco Chiarelli (http://www.martinanews.it/chiarelli-imbarazzante-lassenza-di-martina-allincontro-dei-sindaci-sul-nuovo-ospedale), che ci informa che Franco Ancona non è nemmeno stato convocato alla presentazione di domani. Se la sua affermazione è vera, vuol dire che non si ritenuto opportuno scomodare un sindaco di una città che non dovrà servirsi di un ospedale a venti minuti di auto, ma potrà servirsi di uno molto più vicino.

Noi speriamo che l’ospedale che sorgerà a Taranto non si chiami Salento, altrimenti i leccesi potrebbero pensare di perdere il loro ospedale.


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8 Commenti

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Commenti

  • Vito Pastore ha detto:

    Solito soccorso rosso con il prosciutto sugli occhi. Non e’ sono una questione di nome che pure e’ grave, ma e’ anche una questione di contenuto. Infatti, nel comunicato ufficiale della Regione Puglia del 12 luglio si parla apertamente di chiusura dell’ospedale di Martina Franca una volta che sarà entrato a regime il nuovo ospedale della Valle D’itria a Monopoli. Punto e basta. Anzi il sindaco Ancona farebbe bene a non sottovalutare la questione e trovare una linea comune con CisternIno e Locorotondo per la difesa dellla identità del nostro territorio. Non e’ripeto solo una questione di nome ma e’ una questione di sostanza: Monopoli priima chiama il suo suo litorale “dei trulli, poi istituisce una manifestazione estiva con il nome “valle dei trulli”, poi ancora diventa comune capofila delll’area vasta valle D’itria (assorbendo la quota maggiore dei finanziamenti regionali), ed ora si fa assegnare dalla maggioranza di sinistra il nuovo ospedale della Valle D’itria. Ma li c’è l’assessore PD Amati che difende il territorio.

    • Massimiliano Martucci ha detto:

      Come? Prima lei su ElezioniMartina sostiene che il problema è il nome e poi qui dice il contrario?

  • Vito Pastore ha detto:

    Solito soccorso rosso con il prosciutto sugli occhi. Non e’ sono una questione di nome che pure e’ grave, ma e’ anche una questione di contenuto. Infatti, nel comunicato ufficiale della Regione Puglia del 12 luglio si parla apertamente di chiusura dell’ospedale di Martina Franca una volta che sarà entrato a regime il nuovo ospedale della Valle D’itria a Monopoli. Punto e basta. Anzi il sindaco Ancona farebbe bene a non sottovalutare la questione e trovare una linea comune con CisternIno e Locorotondo per la difesa dellla identità del nostro territorio. Non e’ripeto solo una questione di nome ma e’ una questione di sostanza: Monopoli priima chiama il suo suo litorale “dei trulli, poi istituisce una manifestazione estiva con il nome “valle dei trulli”, poi ancora diventa comune capofila delll’area vasta valle D’itria (assorbendo la quota maggiore dei finanziamenti regionali), ed ora si fa assegnare dalla maggioranza di sinistra il nuovo ospedale della Valle D’itria. Ma li c’è l’assessore PD Amati che difende il territorio.

    • Massimiliano Martucci ha detto:

      Come? Prima lei su ElezioniMartina sostiene che il problema è il nome e poi qui dice il contrario?

  • Marco B. ha detto:

    Auèèèèèè qui ci rubano l’ospedale e il sindaco manda la letterina!!!

  • Marco B. ha detto:

    Auèèèèèè qui ci rubano l’ospedale e il sindaco manda la letterina!!!

  • Vito Pastore ha detto:

    Che non sia una questione solo di nome e’ consapevole anche il Sindaco Ancona, visto che ha scritto a Vendola come riportato in altro suo articolo. Il Sindaco Ancona infatti scrive anche ai sindaci della Valle D’Ittria come da me auspicato. Bene il Nostro Sindaco, sono sicuro che il suo intervento produrrà effetti positivi per il nostro territorio. Questa non e’ una questione di campanile ne’ di bandiera politica. Tutti insieme dobbiamo difendere la nostra identità.

  • Vito Pastore ha detto:

    Che non sia una questione solo di nome e’ consapevole anche il Sindaco Ancona, visto che ha scritto a Vendola come riportato in altro suo articolo. Il Sindaco Ancona infatti scrive anche ai sindaci della Valle D’Ittria come da me auspicato. Bene il Nostro Sindaco, sono sicuro che il suo intervento produrrà effetti positivi per il nostro territorio. Questa non e’ una questione di campanile ne’ di bandiera politica. Tutti insieme dobbiamo difendere la nostra identità.