Caso Ilva: Ministri a Taranto. Cortei, proteste e nuove intercettazioni

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Società


Stamani ultima tranche di scioperi indetta da Fim Cisl e Uilm per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Taranto. Diverse associazioni civiche preparano una grande manifestazione in occasione dell’arrivo dei ministri Clini e Passera.  Il comitato delle donne: “Ci saremo”.

I ministri dello Sviluppo economico, Corrado Passera e dell’Ambiente, Corrado Clini, domani saranno a Taranto in Prefettura. A partire dalle 11.30 incontreranno i rappresentanti della Regione Puglia, delle amministrazioni locali di Taranto e dell’Autorità portuale. A seguire, nella tarda mattinata, l’Ilva e nel primo pomeriggio Confindustria e sindacati confederali. Particolari misure di sicurezza saranno disposte nei pressi della Prefettura. Sempre domani, dalle 8.30, muoverà da piazza Castello, la piazza del Municipio, il corteo promosso dal movimento “Cittadini liberi e pensanti” che si schiera dalla parte del giudice Todisco. Il movimento è lo stesso che il 2 agosto scorso irruppe in piazza della Vittoria a Taranto interrompendo la manifestazione sindacale sull’Ilva e sull’ambiente alla quale erano presenti i leader Camusso, Bonanni e Angeletti.

Al corteo di domani hanno già dato l’adesione altri movimenti ambientalisti come Peacelink di Alessandro Marescotti e “Donne per Taranto” che alle ultime elezioni comunali si è schierata per il candidato sindaco Angelo Bonelli, leader dei Verdi.

Nel frattempo nuove intercettazioni depositate dalla Guardia di Finanza in Procura. Il 15 luglio 2010 Archinà e Fabio Riva incontrano Vendola per discutere di Ilva. Dopo l’incontro Fabio Riva parla con suo figlio Emilio e gli dice che l’incontro è andato bene. «Emilio suggerisce di fare un comunicato fuorviante» annotano i finanzieri: «Si dice… si vende fumo, non so come dire! Sì, l’Ilva collabora con la Regione, tutto bene…».
In una chiamata del 31 marzo 2010 Archinà parla di Liberti con Fabio Riva: «Io ritengo che sia oramai… sta in linea con quelle che sono le nostre esigenze». Liberti aspetta dall’Arpa (Agenzia regionale protezione e ambiente) alcuni dati sui rilevamenti della diossina. «E diamoglieli noi, dai!» dice Fabio Riva. E Archinà: «In modo che io potrei lavorargli… a dire… sulla quantità piuttosto che sul profilo». «Darglieli in anteprima – traducono i finanzieri – significa che così Archinà potrà iniziare a lavorare sul Liberti affinché (…) attesti che comunque le emissioni di diossina prodotte dal siderurgico siano in quantitativi notevolmente inferiori a quelli accertati all’esterno».

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