Caso Ilva. Alessandro Marescotti: "Ecco cosa chiederemo tecnicamente nell'AIA"

/ Autore:

Società


Pubblichiamo una lettera di Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink, dal titolo: “Cosa chiederemo tecnicamente nell’AIA”.

Peacelink e’ una associazione di volontariato dell’ informazione che dal 1992 offre una alternativa ai messaggi proposti dai grandi gruppi editoriali e televisivi. Collabora con associazioni di volontariato, insegnanti, educatori ed operatori sociali che si occupano di Pace, nonviolenza, diritti umani, liberazione dei popoli oppressi, rispetto dell’ambiente e liberta’ di espressione. Hanno sempre seguito molto da vicino la questione Ilva. Di seguito il testo integrale con le proposte per l’AIA (autorizzazione integrata ambientale): 

Vogliono fare tutto entro il 30 settembre 2012 e abbiamo paura che si verifichi un colpo di mano dei “tecnici” che già in passato hanno dato prova di grande malleabilità, tanto che la Magistratura ha smontato pezzo per pezzo un’Aia assolutamente insufficiente a garantire una produzione che non pregiudichi la salute.

La riscrittura in gran fretta dell’AIA dell’Ilva rischia di diventare il nuovo passaporto per continuare ad inquinare.

Vi è un equivoco di fondo quando si dice “mettere a norma” gli impianti dell’Ilva. Che cosa significa infatti “mettere a norma”?

L’AIA prevede che una fabbrica sia autorizzata se adotta le BAT, ossia le migliori tecnologie disponibili. Ma “disponibili” vuol dire che sono nella disponibilità economica dell’imprenditore.

Il dlgs 59/2005 definisce così il significato di “disponibili”:

le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l’applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide
nell’ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte in ambito nazionale, purche’ il gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli;

Una tale definizione di “disponibile” porta a subordinare l’efficacia tecnica alle ragioni della “ragionevolezza economica”.  Ilva fa riferimento a questo aggettivo (“disponibile”) per dire che ha scelto fra le varie tecnologie quella che più le sembra idonea alla propria “disponibilità economica” e ha già detto in passato che è già dotata delle BAT, ossia delle migliori tecnologie disponibili.

La nostra risposta è pertanto che occorre andare OLTRE le migliori tecnologie disponibili per parlare di adozione delle migliori tecnologie in assoluto, ossia quelle a cui fa riferimento la perizia chimico-tecnologica commissionata dalla GIP Todisco..

La perizia valuta un “range” di soluzioni tecnologiche, ossia un intervallo di valori emissivi evidenziando di quanto – rispetto alle
migliori performance ambientali – si discosti l’attuale livello emissivo degli impianti Ilva.

Come fare in modo che l’AIA adotti le migliori tecnologie in assoluto o come poter dire che la “messa a norma” degli impianti significhi l’adozione delle migliori tecnologie in assoluto?

La risposta sta nell’articolo 8 della normativa sull’AIA (dlgs 59/2005) che è stato trasfuso nel Codice dell’Ambiente (dlgs 152/2006).

Art. 8. Migliori tecniche disponibili e norme di qualità ambientale

Se, a seguito di una valutazione dell’autorità competente, che tenga conto di tutte le emissioni coinvolte, risulta necessario applicare ad impianti, localizzati in una determinata area, misure più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecniche disponibili, al fine di
assicurare in tale area il rispetto delle norme di qualità ambientale, l’autorità competente può prescrivere nelle autorizzazioni integrate ambientali misure supplementari particolari più rigorose, fatte salve le altre misure che possono essere adottate per rispettare le norme di qualità ambientale.

Questo articolo è stato COMPLETAMEMNTE DISATTESO DALLA AIA rilasciata all’Ilva.

Dalla perizia dei chimici risulta infatti che le tecnologie dell’Ilva non rientrano nelle migliori BREF (Bat Reference), ossia nelle migliori
tecnologie in assoluto. In alcuni casi le tecnologie adottate sono fuori dal “range” delle Bref, e questo è gravissimo, perché vuol dire che i vari tecnici della Commissione Aia, compresi quelli degli enti locali, non hanno vigilato, o hanno vigilato al contrario, come sembra emergere dalle intercettazioni, dove compaiono alcuni nomi.

Ed ecco le prestazioni ambientali degli impianti dell’Ilva, raffrontate con le BREF:

Emissioni non convogliate delle polveri nel processo di cokefazione:
1 g/t è il valore minimo Bref (la prestazione con la migliote tecnologia)
69.6 g/t è il valore stimato dal gestore post-intervento AIA
17,2 g/t è l’inquinamento massimo consentito dalle Bref

Ossia: le emissioni della cokeria dell’Ilva con l’AIA sarebbero circa 70 volte superiori a quanto consentirebbe la migliore tecnologia! E’ assurdo che i tecnici della Commissione AIA e degli enti locali abbiano consentito uno scempio di questo genere!

E noi chiederemo di essere presenti nella commissione AIA per far sentire il fiato sul collo a questi tecnici che hanno preso queste “cantonate” clamorose, che contrastano con quanto previsto dal dlgs 59/2005 (normativa AIA). Infatti possono essere autorizzate solo le migliori tecnologie disponibili!

Se si considerano le emissioni orarie (Kg/h valori di massa) la cokeria avrebbe emissioni circa 20 volte superiori minimo Bref 0,65 kg/h – valore misurato dal gestore Ilva 12,6 kg/h

Particolarmente grave è la situazione del camino E312 che – benché abbia attirato l’attenzione per le emissioni di diossina – è tuttavia fuori dalle BREF per le polveri/orarie.

Differenza in massa delle polveri emesse tra i valori misurati e quelli di riferimento del BRef-BAT Conclusions della Fase di processo Sinterizzazione:

Minimo Bref 3,4 kg/h
Misurato dal gestore Ilva 85,5 kg/h
Massimo Bref 51 kg/h

Come si vede le emissioni di polveri di quel camino (noto per emettere diossina) si attestano su quantitativi orari di polvere 25 volte superiori rispetto ai minimi emissivi consentiti con la migliore tecnologia.

Il sistema di depolverazione secondaria dei camini E 314 ed E 315 si pone anch’esso al di fuori delle BREF:

55,57 kg/h misurato dal gestore Ilva
Massimo Bref 17 kh/h

Per l’altoforno le cose non vanno benissimo, in quanto le prestazioni si collocano nella fascia peggiore delle Bref:

Altoforno, fase processo di caricamento
minimo Bref kg/h polveri 2,14
misurato dal gestore 29,88
massimo Bref 31,97

Come si vede si potrebbero ottenere emissioni orarie 14 volte inferiori con la migliore tecnologia.

E anche nella fase di colaggio ghisa e loppa le prestazioni sono inaccettabili, se si fa riferimento all’art.8 del dlgs 59/2005, visto prima. Infatti:

minimo Bref 0,42 g/t di ghisa
misurato dal gestore Ilva 40,1 g/t
massimo Bref 41,95 g/t

In poche parole se venisse adottata la migliore tecnologia in questa fase, avremmo una diminuzione delle emissioni orarie di 95 volte. E la commissione AIA ha approvato!

L’acciaieria ha emissioni di polveri anch’essa inaccettabile. Fuoriesce dal range delle Bref il rapporto grammi di polvere per tonnellata di acciaio:

Acciaieria, emissioni polveri
minimo bref 14 g/t di acciaio
massimo bref 143 g/t
stimato dal gestore Ilva post interventi 218,68 g/t

I valore di emissioni dell’acciaieria è ben 15 volte superiore a quello consentito dalla migliore tecnologia.

Non va dimenticato infine il parco minerali. L’acciaio a Dangjin, nella Corea del Sud, si fa con i parchi minerali coperti. Nelle intercettazioni telefoniche appare chiara la preoccupazione dell’Ilva per i parchi e non a caso il Sindaco non ha prescritto la copertura. E neppure Vendola e Florido.

Di tutte queste sviste ne dovranno rispondere i componenti della Commissione AIA, e in particolare quelli che dovevano rappresentare il Comune, la Provincia e la Regione, per non aver tutelato gli interessi della popolazione. Ma ne dovranno rispondere anche i decisori politici, a cui spetta il compito di prendere le decisioni ultime e – se hanno scelto tecnici compiacenti o disattenti o negligenti – ne rispondono anche essi per non aver vigilato o per aver condiviso scelte che la magistratura ha “bollato” come contrarie alla salute.

Quindi la nostra richiesta deve essere: applicare l’art. 8 del dlgs 59/2005 e quindi applicare le migliori tecnologie (quella indicate con
graande precisione nell’ordinanza della Todisco).

La loro adozione può prevedere un cronoprogramma, ma a PRODUZIONE FERMA e impianti accesi. TECNICAMENTE SI POSSONO TENERE GLI IMPIANTI IN STAND BY, li si può fermare da un punto di vista produttivo senza che si distruggano, esattamente come si fa quando li si ferma per le manutenzioni. Solo che in questo caso si tratterebbe di rifacimento secondo i migliori standard previsti dalle Bref.

Resta aggiornato sulle notizie in Valle d'Itria


E tu cosa ne pensi?