Siccità. A rischio uva e olive. Ma c'è anche il costo del lavoro

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Economia


La Cia Puglia chiede alla Regione che vengano rilasciati dei supplementi straordinari di assegnazione di carburante agricolo per far fronte alle irrigazioni di soccorso che in tutta la Puglia si stanno effettuando. Il pericolo per le coltivazioni diventa sempre più concreto, considerando che a causa della siccità, la produzione del pomodoro nel foggiano è scesa del 30%. Adesso a rischio, secondo quanto dichiara la Confederazione Italiana Agricoltori, sono anche le coltivazioni di uva e olive e per questo chiedono che lo Stato e la Regione si attivino con aiuti per venire incontro agli agricoltori.

Secondo un comunicato della CIA nazionale (http://www.cia.it/ncia/svl/documentiRead?doc_id=32488&tpl_id=7) la vendemmia 2012 sarà una delle più difficoltose degli ultimi 50 anni, sia per il caldo, con punte che superano i 40 gradi, sia a causa della riduzione dei “voucher“, ovvero la possibilità di pagare i lavoratori stagionali con una sorta di bollettino prepagato, di cui il 75% va al lavoratore e il 25% allo Stato.

Mimmo Stasi, segretario della Flai Cgil, dice che il problema dell’agricoltura non è solo l’acqua ma anche la difficoltà degli imprenditori agricoli a voler innovare il settore, magari con i fondi del Piano di Sviluppo Rurale (PSR: http://www.svilupporurale.regione.puglia.it/). Non solo, ma aggiunge che sono proprio i voucher ad essere un problema perchè il loro massiccio utilizzo elimina ogni tipo di diritto dei lavoratori a ammortizzatori sociali e maternità, ad esempio. Un problema non da poco, considerando che il 55% dei lavoratori agricoli, in provincia di Taranto è donna.

E poi la siccità: il problema dell’acqua, paradossalmente, a Taranto non ha dimensioni enormi, perchè grazie al Consorzio di Bonifica Stornara e Tara di Taranto, arriva acqua dalla Basilicata a sufficienza per 23 comuni.

Ma nonostante le ridotte dimensioni del problema, l’agricoltura merita di avere tutta l’attenzione dei policy maker perchè sarebbe l’unico modo per portarla fuori da uno stato di perenne assistenzialismo da parte del pubblico.

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