Fiera del Levante. Il lavoro non entra nella zona rossa

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La notizia è di poche ore fa. Il premier Monti, che inaugurerà la Fiera del Levante il prossimo 7 settembre, sarà protetto da misure di sicurezza megagalattiche, affinchè non sia messa a repentaglio la sua incolumità. Il rischio che teme la Prefettura è che le decine di vertenze per il lavoro facciano breccia con manifestazioni e amenità del genere, retaggi di un passato in cui ancora si poteva aspirare ad un’autonomia economica e quindi sociale.

Una zona rossa, quindi, la cui sola istituzione provoca reminiscenze di assedio, di assalto, di conquista. Proteggere il potere e renderlo sacro, diviso, dal resto del mondo significa fare in modo che il resto del mondo tenti di riappropriarsene. Un ritorno alla gestione dell’ordine pubblico stile Genova 2001 che non fa bene a nessuno, soprattutto se la motivazione è dividere il governo dalle vertenze territoriali.

Scrive Gianni Forte, segretario generale della Cgil pugliese:

Con l’arrivo del Presidente Monti in Puglia per la inaugurazione della Fiera del Levante, abbiamo avuto modo di scoprire che le tante vertenze aperte per il mantenimento dei posti di lavoro, siano prese in considerazione non per la portata e l’impatto dal punto di vista economico e sociale che esse hanno, ma come possibile minaccia all’ordine pubblico e motivo di possibile disturbo per le cerimonie di accoglienza del presidente del Consiglio, che ci onora per la sua presenza. Addirittura si stanno predisponendo misure di sicurezza eccezionali e zone rosse di accesso, precluse a chi non dispone di dovuta autorizzazione, al fine di prevenire gli effetti di eventuali tumulti o chissa quali minacciose contestazioni.

Tutto questo ci sembra eccessivo. Intanto perchè si fa riferimento ad ipotetiche manifestazioni, che anche se si svolgessero non credo assumerebbero toni cosi allarmanti.

E poi, cosa ci sarebbe di male se il Presidente Monti entrasse in contatto con i problemi reali che i lavoratori vivono in questa fase di crisi?” 

Scrive Repubblica, infatti: “Il timore è che nel giorno dell’inaugurazione, possano essere inscenate proteste da parte di lavoratori che, in alcune proteste come quelle della Om Carrelli, della Cbh, rischiano il posto di lavoro” (http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/08/29/news/monti_a_bari_per_inaugurare_la_fiera_una_zona_rossa_intorno_al_petruzzelli-41643973/)

Secondo la nostra modestissima opinione il problema non è far conoscere a Monti le vertenze territoriali, ma farle entrare nelle case degli italiani attraverso le telecamere dei telegiornali.

 

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