Intervista a Giuseppe Civati, tra movimento 12 stelle, sinistra e primarie. Il web: "luogo di incontro e dialogo"

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Politica


In occasione del convegno “Quale futuro per la politica italiana? 10 cose buone da fare subito”, organizzato dal Partito Democratico a Martina Franca, noi di Martina News abbiamo incontrato e intervistato Giuseppe Civati, membro della direzione nazionale del Pd e Consigliere regionale Pd della Lombardia e ospite del convegno insieme ad Antonio Decaro, capogruppo Pd della Regione Puglia e Donato Pentassuglia, consigliere regionale Pd;

Civati, dopo le dimissioni di Walter Veltroni del 17 febbraio 2009 dalla presidenza del PD, è risultato a sorpresa il secondo più votato dai partecipanti al sondaggio online del settimanale “L’Espresso” per la scelta del nuovo leader del partito. Considerato uno degli esponenti di punta tra i cosiddetti “trentenni” che potrebbero guidare il ricambio generazionale del Partito Democratico. Nel 2012, insieme a Matteo Renzi (sindaco di Firenze), organizza e anima il congresso/raduno “Prossima fermata: Italia”, presso la Stazione Leopolda di Firenze, conosciuto anche come il “raduno dei rottamatori”. L’anno dopo, anche per delle divergenze  con Renzi, insieme a Debora Serracchiani, organizza a Bologna l’iniziativa “Il nostro tempo”. Quest’anno ha creato il suo movimento “Prossima Italia”, e ha annunciato ufficialmente l’intenzione di esprimere una candidatura e una mozione ad essa collegata al II Congresso del Partito Democratico previsto per la seconda metà del 2013.

Il titolo dell’incontro, svoltosi ieri, primo settembre, in Villa Garibaldi, è tratto dal libro di Giuseppe Civati: “10 Cose buone per l’Italia che la Sinistra deve fare subito”. Con lui abbiamo voluto approfondire alcuni punti, di seguito l’intervista.

Il futuro della politica italiana e della sinistra. “10 cose buone da fare per l’Italia che la sinistra deve fare subito”, quali sono, secondo te, le più urgenti?

Io scherzo sull’idea del movimento 12 stelle, ma credo che l’Italia debba attuare una politica, adesso cito involontariamente Massimo D’Alema, “italiana ed europea”, solo così si potrà andare avanti. Non abbiamo bisogno solo di proiettare all’esterno, una soluzione potrebbe essere quella di non farci ordinare qualcosa dall’Europa ma tirar fuori dall’Europa tutta una serie di condizioni che attraversano quel mio libretto delle 10 cose da fare, ma che attraversano anche la vita quotidiana delle persone, dal riconoscimento minimo dei diritti civili a un reddito di cittadinanza che diventi un ammortizzatore sociale universale perchè…insomma, se aspettiamo che diventino tutti precari…non deve passare un’altra generazione, in questo senso dobbiamo intervenire.

Hai pubblicato sul tuo blog un post polemico che si intitola “Molto tempo fa siete stati giovani anche voi” …

Si perchè c’è questa polemica surreale per cui non siamo noi a sottolineare l’esigenza  di un ricambio generazionale, a parte Renzi in alcuni toni che sono però, spesso, resi un po’ caricaturali, l’esigenza c’è e non è che l’ha inventata Renzi, Renzi l’ha adottata… facciamo spesso questi errori: Grillo è indignato, ma non è vero, è la gente che è indignata e Grillo raccoglie, la Lega pensava alcune cose molte sbagliate, ma non è che le aveva prodotte la lega, erano nella pancia e nel sentire della popolazione.

C’è uno strano comportamento generazionale da parte dei “sessantenni”. Oggi Casini che dice di Renzi “ah ma ve lo immaginate Renzi con la Merkel?“, peraltro io non mi immaginavo neanche Berlusconi a rappresentarci, politico che Casini ha sostenuto per 15 anni, ma il problema non è chi va ma è cosa andare a dire alla Merkel.  Va costruita una proposta politica autorevole e va dimostrato alla Merkel, ai mercati e agli italiani di avere una compagine di Governo capace di fare qualcosa e di avere un consenso per quello che si fa. Non possiamo avere sempre Governi bipartisan appiccicati un po’ con la cicca da masticare, perché di fatto sappiamo che mille cose questo Governo riesce a farle perché la maggioranza è quella che è. Noi vogliamo invece dare una maggioranza che sia ben determinata e con un leader che sia riconosciuto, è inutile continuare a fare gli spiritosi secondo me. Noi (riferito ai giovani ndr) ci sentiamo schiacciati e veniamo attaccati per qualsiasi proposta fatta non in linea… come quando Antonio Decaro in Puglia ha chiesto le primarie per i parlamentari. Veniamo subito attaccati e additati come esaltati, in pratica è come se ci dicessero “dove cazzo volete andare?”… beh scusate, dovremmo rispondere, dove siete voi adesso. Prendere il loro posto è democrazia non è arrivismo, anche perché, ti ripeto, la cosa migliore è quella di rendere contendibile chi usa il politicismo però si fa capire…come in una partita di calcio, si gioca 11 contro 11 e si vede chi fa gol prima degli altri.

Primarie, candidati e alleanze politiche. Come vedresti il centro sinistra unito alle prossime elezioni con Nichi Vendola leader dell’alleanza?

Io vorrei che mi dicessero quali sono le regole di queste primarie, se c’è il doppio turno, come qualcuno ha detto… vedi il problema è che qui se ne inventano una a settimana, poi chi vince le primarie è il mio candidato Premier…che sia Vendola, Bersani, Renzi, Boeri, Tabacci o Boccia. 

Il tuo è uno dei blog politici più seguiti in Italia. Come fa il web a diventare uno strumento utile alla politica?

Sul web c’è un codice linguistico come in un programma televisivo o in un comizio… quello che mi fa arrabbiare è che non puoi piantare su uno status di facebook un comunicato stampa scritto con i caratteri di piombo, la gente non ti capisce, è uno strumento che ha delle immediatezze e che ti espone al pubblico ludibrio. Non ci si può lamentare quando poi qualcuno ci manda a quel paese. Con il web hai la possibilità di conoscere zone come questa, conoscerla dal punto di vista politico, personale, turistico…senza il blog sarei rimasto a fare il consigliere regionale della Lombardia.

Mi pare di capire che per te il web sia una buona palestra di Democrazia, non credi che abbia contribuito un pò a diffondere questo nichilismo generalizzato? Una crescente disaffezione alla politica, diffusione della frase “tanto sono tutti uguali”, negazione della possibilità di pervenire ad una realtà…

No, il nichlismo c’era da prima. Il web è uno strumento molto potente, ma così come uno non può vivere una storia d’amore solo al telefono, perchè vorresti incontrare l’altra persona, così vale per il web. E’ una grande possibilità per una piattaforma democratica che poi crea situazioni come queste, di confronto. Ha la necessità di non banalizzare i percorsi perchè poi, quando si deve decidere qualcosa, per esempio sul caso Ilva,  non è che fai un referundum sul web. C’è un processo politico da fare che se avessimo iniziato a fare prima dell’avvento del web adesso avremmo un pò meno guai da risolvere. Non sono tra quelli che pensano che il web sostituisca l’organizzazione politica, penso che il web sia uno strumento necessario per l’organizzazione politica. Viviamo in un paese di tifoserie, ma l’italia avrebbe un’altra vocazione che un po’ si è persa, quella dell’incontro e del dialogo e il Web, secondo me, è il luogo ideale per far questo.

Ma essendo un continuo bombardamento di informazioni devi essere in grado di veicolarle

Infatti devi saperlo fare, ma pensa a quanto sia più libero il web rispetto alla televisione. Lì puoi avere dei tuoi canali e costruirli. Il web, come dicevi, insegna al pluralismo… è inutile che ti arrabbi quando c’è qualcuno che la pensa diversamente. Devi essere in grado di argomentare e di fondare le tue considerazioni sulla base di pareri autorevoli o non ti visita più nessuno. C’è chi lo usa solo per far passare un messaggio diretto e c’è chi lo usa invece per costruire una rete di collegamenti di relazioni.  Sicuramente è una buona palestra di Democrazia.

Mobilità sociale, selezione degli investimenti per rendere l’Italia il Paese dell’innovazione, ambiente e bellezza come elementi strategici, contrasto feroce alla corruzione e all’evasione con metodi innovativi, trasparenza nel rapporto con la società, riforma della politica e una nuova concezione del potere, meno invasiva e temporanea, come è giusto e democratico che sia. E un solo grande nemico: non la parte avversa, ma la categoria dello spreco. Di tempo, di occasioni, di opportunità. Di territorio. Di denaro pubblico. Sullo sfondo  l’Europa, vero campo d’azione della prossima generazione della politica italiana. Poche mosse, che si possono fare subito, in pochi mesi, per ridare all’Italia quello che le è mancato in questi anni e che sembra essere scomparso per i suoi cittadini, soprattutto i più giovani: il futuro. Il Paese non può più aspettare.

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