Meteo: settimana umida e nuvolosa

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Sarà un caso. Eppure con l’arrivo dell’autunno meteorologico, lo scorso 1 settembre, lo scenario meteorologico sembra assumere, finalmente, nuovi connotati. Come si disse nel precedente articolo, è risalita in cattedra, a occidente della penisola italiana, l’Alta delle Azzorre la quale ha avuto il merito di convogliare freschi venti dal Nord Europa sulla penisola nonché di scavare una saccatura che, da Est della Corsica,  nelle prossime 24/36 ore andrà progressivamente a posizionarsi al largo del Tirreno.

Una saccatura che i modelli matematici hanno pronosticato evolvere in “goccia fredda” chiamata così per la perdita di contatti con i venti in quota che la alimentano, andando ad assumere caratteristiche autorigeneranti almeno fino al suo naturale esaurimento. Tale saccatura, posizionandosi sul Tirreno, perderà, per l’appunto “l’alimentazione” da parte delle correnti che ne sono all’origine e si isolerà sul mare “pescando” energia ed umidità dal Tirreno caldo. Questo mulinello di bassa pressione condizionerà il tempo di buona parte del Paese soprattutto durante la prima parte della settimana, colpendo maggiormente le regioni tirreniche, le zone interne della dorsale appenninica e il nord, già interessato gli scorsi giorni da fenomeni intensi.

Bisogna sottolineare che la fenomenologia indicata dai modelli, e quindi l’intensità della perturbazione, potrebbe essere da questi in parte sottostimata in quanto non sono ancora ben chiari gli effetti che potrà avere, nella sua interazione col minimo, il mare così caldo e l’energia in gioco in atmosfera accumulatasi in questi mesi.

Questa precisazione serve a dire che le precipitazioni accompagnate da forti temporali “potrebbero” (è solo una possibilità) essere più intense ed estese rispetto a quanto pronosticato.

Sulla base di quanto si sa al momento, la posizione troppo occidentale che assumerà il minimo non permetterà alla Puglia centrale e, ancor meno, a quella meridionale di godere appieno degli effetti provvidenziali che una buona ondata di maltempo potrebbe garantire dopo mesi di deficit idrico per i nostri invasi e siccità sempre più preoccupante.

La cosa importante da segnalare è che finalmente ci sono pallidi segnali di cambiamento, l’Atlantico col suo seguito di correnti fresche/umide e perturbate comincia a baluginare all’orizzonte, non è più una chimera. Ciò non vuol dire che non vi saranno calde e piacevoli giornate settembrine e magari, più in là, la classica “ottobrata”…tutt’altro, ma che il trend sta inesorabilmente cambiando. Si tratterà, insomma, di una “transizione dolce” verso la prossima stagione.

La Puglia centrale, conseguentemente la Valle d’Itria e dunque Martina Franca vedranno un tempo atmosferico interessato un po’ più marginalmente dal minimo in prossimo approfondimento sul Tirreno. Insisterà la possibilità di fenomeni che potranno essere più occasionali o comunque di più lieve entità rispetto alla fascia tirrenica durante la prima parte della settimana. Le possibilità di un maggiore coinvolgimento potrebbero in parte aumentare nella seconda parte della settimana con la graduale traslazione del minimo verso est/sudest. A Martina Franca avremo durante questa settimana un tempo tra il molto nuvoloso e il coperto, alla nuvolosità irregolare potrebbero associarsi degli isolati piovaschi, in compenso avremo un flessione delle temperature che nei valori minimi non supereranno i 21 gradi e nei massimi i 27/28 ma umidità in lieve aumento, attorno al 60% in media. I venti, orientandosi sulla base del posizionamento del minimo, saranno di Libeccio o proverranno comunque dai quadranti meridionali, fin quasi al prossimo weekend

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