Cortometraggi a Martina Franca: due parole con Nico Cardone e Pasquale Nessa

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Cultura


Arriva l’autunno e l’arte si sposta all’interno, dalle piazze ai chiostri entra nei locali. Cambia anche un po’ l’offerta: se col caldo è la musica a fare da padrona, con il fresco incerto di settembre arrivano anche i primi cortometraggi. Sarà un caso, ma nel giro di una settimana a Martina Franca ne saranno presentati due, o meglio, il primo è stato presentato qualche giorno fa, realizzato da uno staff di ragazzi martinesi, che si chiama Positivo (qui potete vedere il loro cortometraggio: http://youtu.be/OLFY9pSCXno) Il secondo sarà presentato venerdì sera al Rococò, ed è stato realizzato da Nico Cardone e Pasquale Nessa, il primo è un regista e sceneggiatore di Cisternino, con alle spalle diversi lavori, il secondo è un regista di teatro. La differenza tra loro due sono gli anni di esperienza. Nico Cardone può essere considerato “giovane”, mentre Pasquale Nessa ha già alle spalle anni di lavoro a Martina Franca, in Europa e nel mondo. E questa differenza si riproduce nei loro discorsi.

Si parla di cinema e di teatro, della possibilità di far diventare la passione un lavoro, ovvero di essere pagati per quello che si sa fare. Il mondo dell’arte, che sia teatro, cinema, musica, è praticamente chiuso ermeticamente, e entrarci non è facile e sicuramente non si viene favoriti dall’amministrazione pubblica che spesso preferisce elargire i pochi fondi per la cultura a personaggi già noti e non investire sui giovani, come invece viene sbandierato durante le campagne elettorali. Ecco perchè per parlare di arte si deve per forza parlare di politica. Basta, per esempio, prendere il caso dell’Apulia Film Commission che finanzia le puntate delle fiction americane e non investe praticamente nulla sui giovani che scelgono di rimanere in Puglia, a Martina Franca, a Cisternino, e provare a trasformare la propria passione in lavoro. Perchè l’arte deve essere lavoro nel senso che deve garantire il pane a chi la pratica. Se praticata bene, ovviamente.

Nico Cardone, che è giovane, ma ha girato un po’ l’Europa, è indeciso se andare via dall’Italia oppure rimanere, affidando le poche chance di restare alla possibilità di campare scrivendo sceneggiature e facendo regia. Il problema, dal suo punto di vista, è che spesso gli istituti preposti a favorire la cultura attraverso anche agevolazioni, bandi, contratti, finanziamenti, confondono il loro lavoro con il marketing del territorio e il successo con il nome della Puglia nei cartelloni di tutta Italia.

Il pessimismo del giovane Cardone ha come contraltare l’esperienza che si può definire infine positiva di Pasquale Nessa. Lui racconta che c’è voluta pazienza e tempo, passione e “tanto cuore” per arrivare a fare spettacoli anche a New York. Senza andare via da Martina Franca. Secondo Nessa una scelta motivata deve essere supportata dalla capacità di sacrificio e nella scelta delle persone con cui collaborare.

Ora hanno iniziato con questo corto, presentato al Festival di Noci, e arrivato secondo. Noi ci auguriamo, perchè abbiamo visto il corto in anteprima e ci è piaciuto, che questa collaborazione continui e soprattutto che ci possa essere sempre più spazio per chi fa scelte come la loro.

Nel frattempo vi ricordiamo l’appuntamento di stasera alle 21:00 al Rococò!

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2 Commenti

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Commenti

  • Alessandra ha detto:

    Ma se il mondo dell’arte è chiuso ermeticamente e di facile accesso a pochi “eletti”, come possiamo escludere che dietro ad un qualsiasi evento organizzato non sia stata messa in moto quella viscida macchina del clientelismo, molto diffusa nella nostra società? Ci sarà sicuramente l’Apulia Film Commission che confonde arte e politica, ma siamo sicuri che a Martina questo non avvenga? Tutti quanti speriamo che ci siano sempre più spazi per chi fa scelte come la loro, a patto che siano spazi “puliti” e senza benefattori!!

  • Alessandra ha detto:

    Ma se il mondo dell’arte è chiuso ermeticamente e di facile accesso a pochi “eletti”, come possiamo escludere che dietro ad un qualsiasi evento organizzato non sia stata messa in moto quella viscida macchina del clientelismo, molto diffusa nella nostra società? Ci sarà sicuramente l’Apulia Film Commission che confonde arte e politica, ma siamo sicuri che a Martina questo non avvenga? Tutti quanti speriamo che ci siano sempre più spazi per chi fa scelte come la loro, a patto che siano spazi “puliti” e senza benefattori!!