Riceviamo e pubblichiamo una nota diffusa da Antonio Conte (Coordinatore per la Puglia di Agire Politicamente):
Nell’editoriale di Area Dem del 6 luglio, di Marina Sereni del PD, <La sfida del cambiamento>, si afferma:
“Siamo di fronte al fallimento di un modello in cui è stata egemone la destra su scala mondiale e rispetto al quale la sinistra di governo, in Europa e non solo, non è stata in grado di elaborare una visione alternativa e credibile”.
Il nodo politico della crisi non è soltanto di carattere economico, ma della democrazia rappresentativa e soprattutto culturale; di un pensiero del mondo e della vita incentrato sulla libertà da ogni vincolo e sull’affermazione individuale. E’ la negazione di valori trascendentali a creare la babele del frammento: impedisce riferimenti etico-culturali e teologici-filosofici validi per tutti, i quali temperano gli istinti individualistici. In Italia, il nodo politico dell’alternanza e della democrazia incompiuta, non si può sciogliere riducendo schematicamente il campo tra destra e sinistra, come pure in Europa.
Dal secondo dopo guerra, da noi in Italia, dicendo “la sinistra” ha sempre voluto dire soprattutto il Partito Comunista Italiano. E’ fuorviante ancora dire “sinistra” per riferirsi al Partito Democratico o alla coalizione progressista, tanto meno dopo l’esperienza dell’Ulivo. Ciò a volte denota una debolezza progettuale. Chi politicamente rinviene dal PCI-PDS-DS (a maggior ragione, dalla sinistra DC o dalla Margherita), deve pensare politicamente in termini di centrosinistra. Il “centro”, da conquistare e ritenuto strategico per diventare maggioranza di governo nel paese, è già nel Partito Democratico (e vicino ad esso). Anche concretamente, riguardo alla linea politica del PD, come interpretazione e progetto politico, economico e sociale del Paese, si deve fare riferimento di più all’esperienza del cattolicesimo democratico, al pensiero di Dossetti, Lazzati, al popolarismo di Sturzo, all’umanesimo integrale di Maritain, al personalismo di Mounier, e non ultimo all’elaborazione di Scoppola che, del Partito Democratico è stato promotore e ne ha curato lo stesso Manifesto fondativo. Del resto, anche nel parlamento europeo il gruppo unico sarà quello dei progressisti democratici e non del PSE.
Di seguito il testo integrale:

Lascia un commento