I valori del web. Il Ministero apre una consultazione pubblica. Perchè non copiamo?

Il Ministero dell’Istruzione chiede ai cittadini cosa ne pensano del web attraverso una piattaforma di discussione e condivisione. L’obiettivo è avere una proposta precisa da presentare a novembre al meeting a Baku, in Azerbaijan, che sia condivisa dalla cittadinanza.

Non è la prima volta che il Governo apre ai cittadini la possibilità di proporre e di discute, l’ha già fatto per l’Agenda Digitale (http://daily.wired.it/news/politica/2012/06/19/ideario-agenda-digitale-rapporto-finale-34675.html), raccogliendo oltre trecento proposte e undicimila voti.

La pratica di coinvolgere i cittadini nelle decisioni, ma soprattutto nelle discussioni che precedono le decisioni è sempre più fattibile grazie ai mezzi delle nuove tecnologie. Ma non è solo tecnicamente possibile, ma è democraticamente necessario, proprio perchè la fiducia nel sistema rappresentativo è pressoché nulla. Se non lo fosse, nessun popolo avrebbe tollerato l’arrivo di Monti, nominato dall’alto. I cittadini non credono nei politici che votano e men che meno nei partiti che li rappresentano. E’ un dato di fatto storico, la naturale evoluzione di un sistema che dimostra le sue imperfezioni. Dopo l’ubriacatura berlusconiana, moltissimi hanno scoperto di poter parlare, oltreché ascoltare, e di poter parlare alla pari con chiunque, infrangendo la barriera tra “loro”  e “noi”. L’abbiamo visto con i social network, con le nuove forme di comunicazione che forniscono anche strumenti importanti per valutare l’operato dei propri rappresentanti (come Openpolis o Bacheca Politica). E se alla sfiducia aggiungiamo anche la disillusione verso qualsiasi tipo di ideologia (il disincanto, direbbero i sociologi), allora ci accorgiamo che oggi ogni cittadini rappresenta sè stesso. Non che questo sia un bene, ma un dato di fatto, la misura dell’”acqua” (per dirla alla David Foster Wallace) in cui nuotiamo. Il successo di Grillo è dipeso proprio da questi fattori.

Per partecipare alla discussione sui principi generali di internet clicca qui: http://discussionepubblica.ideascale.com/

Non si tratta di democrazia diretta, che tanto spaventa i nostri amministratori (di tutti i gradi e gli ordini) ma di strumenti di consultazione permanente in cui i cittadini, compresi gli amministratori, scrivono cosa pensano e mettono ai voti le proposte. Un forum un po’ più strutturato. Ci viene in mente che una cosa del genere potrebbe essere utilizzata anche in contesti più piccoli, a Martina Franca, per esempio, per decidere del bilancio comunale, oppure per la destinazione di una piazza, o per il colore di Palazzo Ducale (chi scrive era affezionato al color di rosa).

Sarebbe un modo per coinvolgere, anche per quanto riguarda le responsabilità delle scelte.

 

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